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A Napoli la più grande mostra di MŒBIUS mai realizzata in Italia

La mostra celebra anche il legame dell'artista con la nostra città: "Napoli ha qualcosa che mi affascina, che mi tocca sempre in un modo speciale", diceva

Locandina della Mostra

Dal 10 luglio al 4 ottobre 2021, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, arriva MOEBIUS - Alla ricerca del tempo, la più ampia mostra realizzata in Italia dedicata a Mœbius, al secolo Jean Henri Gaston Giraud, scomparso nel 2012, uno dei più influenti fumettisti e illustratori di tutti i tempi, massimo esponente della Nona arte francese e autore di opere visionarie note e tradotte in tutto il mondo come Blueberry, Arzach, Il Garage Ermetico o L’Incal. La mostra, programmata per il 2020 e posticipata a causa dell’emergenza sanitaria, celebra l’arte di Moebius, ma anche il suo particolare legame con l’Italia e con Napoli, città protagonista dei suoi racconti a fumetti Vedere Napoli e Muori e poi vedi Napoli: “È strano - diceva - ogni volta che lavoro su una storia che riguarda Napoli non ci sono problemi: tutto fila liscio. Napoli ha qualcosa che mi affascina, che mi tocca sempre in un modo speciale…” (Mœbius, Mourir et Voir Naples, Paris 2000).

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo porta i visitatori nell’universo immaginifico di Mœbius, attraverso 330 opere distribuite lungo le sale del MANN dedicate alla preistoria: figure iconiche come il guerriero Arzak, il maggiore Grubert o i viaggiatori spaziali Stel e Atan, le immagini vertiginose dei carnet di Inside Moebius e le invenzioni fantastiche de La Faune de Mars, e poi la sezione dedicata ai legami tra Moebius e l'Italia, ovvero con Venezia, Milano e soprattutto Napoli. In dialogo con la sezione Magna Grecia del Museo, inoltre, illustrazioni dedicate ai miti greci che hanno ispirato anche il bellissimo manifesto.

Uno spazio significativo è poi destinato alla dimensione più intima del lavoro di Moebius, alla sua ricerca sul “deserto interiore”, con le tavole tratte da 40 jour dans le Désert B e alle sperimentazioni personali sulle forme fantastiche di cristalli e gemme che hanno accompagnato il lavoro dell’artista (l’esposizione è arricchita da preziosi minerali grazie alla collaborazione con Mineral Art Gallery di Napoli).

Un’intera sezione è dedicata a Dante, in occasione del settecentesimo anniversario della scomparsa del sommo poeta, e alla memorabile interpretazione moebiusiana del Paradiso, per la Galleria Nuages.

I sogni prendono vita

Il percorso è arricchito da due film: un 3D animato diretto da Moebius e BUF Compagnie, ispirato al racconto La Planète Encore e METAMOEBIUS documentario di 52 minuti di Damian Pettigrew e Olivier Gal.

Elemento innovativo nel progetto di allestimento è sicuramente la realtà aumentata: lungo il percorso, alcuni quadri prenderanno vita scaricando una APP e inquadrare le opere con un semplice smartphone.

L’esposizione è organizzata da COMICON sotto la direzione artistica di Mœbius Production, è inserita nell'ambito del progetto OBVIA (Out Of Boundaries Viral Art Dissemination) dell'Università di Napoli Federico II per il MANN ed è patrocinata da Regione Campania, Comune di Napoli e Institut Français.

"Interrogato dalla figlia Nausicaa sul lavoro che avrebbe scelto se non fosse stato un disegnatore, Moebius rispose senza esitazione: Archeologo - racconta Isabelle Giraud - Scegliere l'archeologia significa portare alla luce la nostra storia. Ma disegnando senza sosta, Mœbius scavava anche nella propria storia, per meglio volgersi al futuro. La pagina bianca era per lui come un deserto. Scavò nella sabbia del suo deserto interiore per trovare la sua strada, come quando disegnò Inside Mœbius o 40 giorni nel deserto B. Questi spazi vuoti, così frequenti nelle sue opere, sono pieni di tesori che ha fatto emergere da se stesso trascendendo il tempo. Ha adottato i metodi di un archeologo, affascinato dalle medesime ossessioni, dall'interrogazione del tempo, dalla continuità delle forme, dallo studio delle tracce… Disegnare, scrivere, era per lui un modo per riappropriarsi di un destino umano, persino interstellare. È stato senza dubbio un modo per lasciare una traccia che speriamo tutti possa resistere alle sabbie del tempo".

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