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EVA: dalle violenze in famiglia alle stoffe di Gucci.

Chi c'è dietro gli abiti della sfilata alla Stazione Marittima di Napoli, nell'ambito del II Forum espositivo dei Beni confiscati

Sfilata di abiti di alta sartoria alla Stazione Marittima di Napoli, nell'ambito del II Forum espositivo dei Beni confiscati. A conquistare il pubblico sono state la bellezza degli abiti, la preziosità dei materiali - le sete di Gucci donate attraverso Gucci-Up, iniziativa per il recupero e il riutilizzo creativo di materiali in eccedenza attraverso progetti socialmente responsabili - e anche il minuzioso lavoro di cucitura e rifinitura a mano. A firmare la collezione EvaLab, laboratorio della Cooperativa sociale EVA, che sostiene il reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. Sostenuto dalla regione Campania, al laboratorio di alta sartoria etica EvaLab ha contribuito anche l’Accademia di Belle Arti di Napoli, con le docenti del Corso di Fashion design Maddalena Marciano e Angelina Terzo.

“La cosa più emozionante è stata vedere l’orgoglio e la felicità che brillava negli occhi delle donne che hanno ideato e confezionato gli abiti, di fronte all’ammirazione con cui sono stati accolti - commenta Daniela Santarpia, presidente di EVA - Il sostegno di Gucci a EvaLab è un segno di grande incoraggiamento, perché conferma il valore del modello imprenditoriale che si cela dietro il nostro slogan ‘È un’impresa dire NO alla violenza’, capace di coniugare sostenibilità e resilienza, lotta agli sprechi e lotta alla violenza maschile contro le donne, rete e territorio, nel segno positivo di autonomia e creatività”.

I capi presentati possono essere acquistati online. Il ricavato continuerà a sostenere l’inserimento lavorativo e la formazione delle donne che la cooperativa sociale EVA segue nei 5 centri antiviolenza e nelle 3 case rifugio che gestisce in Campania.

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