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Mercoledì, 19 Gennaio 2022

Il magnifico ritorno della Lampiata

Preparazione tipica della più genuina tradizione contadina partenopea, la Lampiata è adesso in 4 varianti nel menù di Vincenzo Di Fiore il pizza-chef due spicchi Gambero Rosso

Come dice il suo motto, scrive davvero "poesie con acqua e farina" Vincenzo Di Fiore, pizza chef due spicchi del Gambero Rosso con sede ad Acerra. Grazie alla leggerezza e alla fragranza di un impasto inimitabile, unita all’importante opera di valorizzazione delle eccellenze acerrane e campane, Di Fiore è dal 2014 nella Guida alle pizzerie d’Italia del Gambero Rosso e, ormai da 6 anni, vanta i prestigiosi 2 spicchi.

Primo pizzaiolo a conquistare un posto sull'iconico presepe di Ferrigno a San Gregorio Armeno, è visceralmente legato alla sua terra, di cui ama e valorizza i prodotti con intuizioni geniali, come quella che lo ha condotto a realizzare "Pulcinella", uno strepitoso arancino dedicato alla celebre maschera partenopea (i cui natali si fanno risalire proprio ad Acerra) elaborato nel 2018, in occasione del riconoscimento di "verace pizza napoletana", che ha quale ingrediente caratterizzante i rinomati fagioli cannellini locali,  per la loro forma e il loro colore bianco opaco denominati “denti di morto”.

Nella sua carta, dopo una lunga sperimentazione iniziata circa 3 anni fa, Di Fiore ha adesso inserito le Lampiate, uno dei prodotti più tipici dell'antica tradizione contadina della zona

La lampiata

La lampiata è una pizza cotta nel forno a legna, in teglia poggiata direttamente sui carboni ardenti.

Nelle zone rurali del napoletano è conosciuta anche come “pizza della nonna” perché veniva preparata dagli anziani nel cortile della casa di famiglia, con l’impasto avanzato dalla preparazione del pane: dunque, in perfetto stile partenopeo, una preparazionea base di ingredienti di "recupero" e gusto per i sapori buoni.

Le lampiate di Vincenzo Di Fiore (Foto A. De Cristofaro per NapoliToday)

Con l'impasto, sicuramente uno dei tratti che accomunava tutte le lampiate è sempre stata la cottura: nel forno a legna, in teglia di ferro, condita con salsa di pomodoro - meglio se quello delle “bottiglie”, realizzate in famiglia, a fine agosto - olio e origano.

Completata la preparazione, la pizza veniva inserita all’interno del forno, con la legna rimanente dalle infornate del pane, che quindi veniva chiuso: da qui il nome “lampiàta”, ovvero pizza cotta dalla carezza della “lampa” di fuoco.

Il risultato era come è sorprendente: la pizza ha una croccantezza speciale, dovuta al contatto con la teglia, unita al gusto unico conferito dall’aroma del legno arso e, ovviamente, alla strepitosa eccellenza dei condimenti.

Il menu della Lampiata di Vincenzo Di Fiore comprende (per ora) 4 proposte: Margherita, Marinara, Parmigiana, Baccalà e papaccelle.

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