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Lockdown e matrimoni: l'allarme di Gianni Molaro

Il noto stilista: “Il governo non ha preso misure per il settore. Abbiamo bisogno di direttive"

Il lockdown non ha risparmiato i matrimoni, civili e religiosi. Almeno fino al 3 maggio, infatti, tutto fermo, con quel che ne consegue non solo per le coppie che proprio in queste settimane avrebbero dovuto sposarsi, ma anche per le aziende e gli addetti del settore che, in particolare nella nostra regione, dà lavoro a tantissime persone.

"Da parte delle istituzioni mancano del tutto provvedimenti per il settore wedding” denuncia il noto stilista Gianni Molaro, due atelier (uno a Napoli e l’altro a Roma), da sette anni su RaiDue nel programma televisivo “Detto Fatto” dove conduce specifici tutorial sul giorno del sì.

Il governo sta progettando la ripartenza di alcune piccole produzioni, tuttavia occorre dare anche la possibilità di raggiungere l’acquirente finale - spiega Molaro - ovvero, nel caso specifico di trovare soluzioni per permettere alle coppie di sposarsi, con tutti gli investimenti che conosciamo”.

Per sottolineare l'importanza sociale della questione Molaro passa in rassegna alcuni dati: “I mobilifici, nell’anno 2018, hanno fatturato 7,5 miliardi, di cui 4 miliardi in Italia, considerando che il 90% dell’arredamento viene acquistato da future coppie di sposi. Sempre nel 2018 - prosegue - i fiorai italiani hanno fatturato 5 miliardi, provenienti per la maggior parte dai 196 mila matrimoni celebrati. Esistono 700 aziende italiane, tra piccole e medie, che producono bomboniere, con circa 6000 punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale, con un fatturato di circa 800 milioni di euro e offrendo occupazione a circa 30mila persone. I fotografi fatturano, ogni anno, circa 400 milioni di euro unicamente grazie al settore wedding”.

E non è finita: basti pensare all’edilizia, con idraulici, elettricisti, fabbri , falegnami, imbianchini, e all’intera filiera di produzione delle materie prime.

E i viaggi di nozze? - chiede lo stilista - sono bloccati ma si potrebbero veicolare, in buona parte, nella nostra nazione; e potremmo risolvere, sempre in parte, le probabili difficoltà del settore turistico per quest’anno. O ancora, vogliamo parlare del comparto gioielleria? Ci sono poi estetisti e parrucchieri, che da sempre mantengono grazie ai matrimoni una gran parte del loro fatturato. E tutti coloro che si occupano di noleggio autovetture; la stampa delle partecipazioni; la musica per l’intrattenimento; le società di animazione. E infine, ma non ultimo, il mondo della moda cerimonia, che in Italia ha svariati miliardi di fatturato, e poi ci siamo noi, produttori di abiti da sposa - conclude Molaro - dal governo vogliamo, dunque, direttive certe per coloro che sono in procinto di sposarsi e per tutti gli operatori del comparto”.

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