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Riti di Pasqua a Madonna dell'Arco

In attesa del pellegrinaggio di Lunedì in Albis, fedeli a raccolta per la Via Crucis

“Qui si viene per lanciare un urlo! Qui si viene per gridare! Qui si viene per far esplodere finalmente dal cuore il grido della povera vita umana stritolata ogni giorno. Madonna dell’Arco è il luogo dove la vita umana porta all’aperto le sue malattie, i suoi dolori, le sue angosce, i suoi terrori. Qui l’urlo di dolore dell’umanità si materializza, si concretizza. Ecco: diventa pietra, diventa tavoletta, rito, manifestazione pubblica; diventa testimonianza nei secoli. Ecco cos’è la Madonna dell’Arco: la concretizzazione, la pietrificazione del dolore umano che viene qui per rovesciarsi, come lava incandescente ai piedi della Vergine. Così nasce questo Santuario! Per testimoniare cosa sia la vita umana! Questo Santuario siamo noi, con i nostri guai, con le nostre sventure, con i nostri mali, che stiamo a bocca e braccia spalancate verso di Lei. Tutta la sofferenza umana Lei la redime, la libera e la sublima… A lei si rivolgono milioni di occhi da tutto il mondo e la invocano Regina dell’Arco. Lei prende tutto ciò che è umano e lo aggancia a Dio. In Maria ciò che è la miseria dell’uomo diventa misericordia di Dio; ciò che è incapacità dell’uomo diventa onnipotenza di Dio. Lei prende l’uomo così poveretto com’è e lo fa diventare figlio di Dio”: così - ricorda il Santuario di Madonna dell'Arco dalle proprie pagine web - durante un’omelia negli anni del suo priorato, padre Tommaso Tarantino spiegava la secolare forma di devozione dei "fujenti" o "battenti", i fedeli devoti all'effige della Madonna custodita a Sant'Anastasia, oltre 60mila, distribuiti soprattutto tra Napoli e provincia.

Il prossimo 10 aprile, lunedì in Albis, cade il 572mo pellegrinaggio, il secondo dalla fine della pandemia.

In attesa delle disposizioni del Priorato in merito all'accesso (lo scorso anno venne consentito ad orari predeterminati e cadenzati solo alle associazioni di battenti accreditate presso il Santuario, senza statue né toselli  o accompagnamento di bande musicali, e ai soli fedeli con le caratteristiche divise bianche) per il secondo anno consecutivo presso il Santuario si è svolta una suggestiva via Crucis, come spiega nel filmato il priore, padre Gianpaolo Pagano.

Nelle immagini scattate dal fotografo Leandro Felicioni alcuni dei momenti più suggestivi dell'evento 

via Crucis Madonna dell'Arco (Foto Leandro Felicioni)

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