Da Napoli l'addio a Lidia Menapace, partigiana, pacifista e femminista

Nata a Novara nel 1924 ha contribuito a battaglie fondamentali per l'emancipazione delle donne. Il sindaco: "Senza di lei la politica è più povera".

"Il covid si è portato via anche Lidia Menapace. Partigiana, antifascista, femminista, sempre dalla parte della giustizia e dei più deboli, una forte compagna di tante lotte. Ho avuto il piacere di conoscerla e di confrontarmi più volte. Senza di lei la Politica è più povera", così il sindaco Luigi de Magistris commenta la notizia della morte di Lidia Menapace, classe 1924, una vita spesa a lottare per la pace, la partecipazione, l'uguaglianza.

"Quello che abbiamo ottenuto è ancora recente e fatica a durare", ripeteva come un mantra Lidia, da staffetta partigiana "compagna Bruna".

Tra i ricordi "napoletani" più belli apparsi in queste ore su Facebook certamente quello di Ilaria Perrelli, nel 1987 viceresponsabile nazionale delle ragazze comuniste, che scrive:

Avevo 22 anni, ero in treno, in viaggio verso Bergamo, dovevo partecipare ad un'assemblea studentesca di un istituto professionale femminile ed ero in po' intimorita all'idea che io, ragazza in fondo da poco impegnata in politica, dovessi intervenire alla tua presenza ...ma avevamo insistito io e Stefania perché tu, con la tua esperienza femminista e la tua capacità di saper parlare ai giovani, partecipassi. Ci interessava ragionare con te, in quella scuola, dei percorsi scolastici degli istituti femminili che riproponevano la divisione dei ruoli, istituti che secondo noi andavano superati. E della riflessione che avevi fatto su "uno dei compiti della scuola che deve essere quello di rendere ogni persona autonoma rispetto alla cura di sé e a quei fondamentali lavori di cura che consentono il mantenimento di un certo ordine personale e ambientale" ... Scrivevi che non dovevano essere più "presentati o richiesti in forma di lavori da donna, ma come invece lavori attinenti l'autonomia personale, come contenuti scolastici, pezzo di cultura data, forma delle nozioni, come espressione di doveri sociali generalmente riconosciuti". Riflessioni che, ironia della sorte, proprio quel Covid che ti ha portato via, sta rendendo nuovamente attualissime. Avevamo bisogno di ricostruire un filo spezzato tra generazioni di donne e con il femminismo. Stavamo provando un esperimento con altre ragazze, una ricerca, un tentativo di riappropriarci di parole, significati, concetti vecchi e nuovi, per poi provare a fare alcune proposte. In quei mesi sarebbe nato il Vocabolario delle ragazze comuniste e, senza dubbio, la parola segregazione formativa, al seminario di Cascina, la scrivemmo anche grazie a te. Ricordo che nei giorni precedenti, per prepararmi a quell'incontro, avevo comprato un tuo libro che ancora conservo gelosamente sugli scaffali: Economia politica della differenza sessuale. Cominciai a leggerlo, a studiarlo e in treno, da Roma a Bergamo, sottolineai i passaggi che potevano essere utili... Quando arrivai all'assemblea i timori fecero posto all'emozione di poterti ascoltare, alla fortuna che avevo quel giorno di poter apprendere da te. Ricordo che mi mettesti subito a mio agio e, con la tua allegria e la tua curiosità, entrasti subito in sintonia con le ragazze di Bergamo che ci fecero tantissime domande. Parlammo tanto, ti piacque l'idea del Vocabolario e mi desti tanti spunti. Tornai a casa più ricca, più carica per continuare il lavoro che stavamo facendo. Negli anni poi ti ho nuovamente incontrata nelle battaglie pacifiste e in Rifondazione. Qualche giorno fa, quando ho saputo che stavi male, mi è dispiaciuto tantissimo e ho sperato che la tua tempra di combattente potesse resistere. Noi porteremo avanti le tue battaglie di partigiana, pacifista e femminista.... Buon viaggio cara Lidia

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