Sai perché Ischia è davvero l'isola verde?

Niente a che vedere con la lussureggiante vegetazione, l'appellativo è dovuto ad un'altra caratteristica dell'isola

Quando sentiamo chiamare Ischia "isola verde" non ci chiediamo mai il perché, dando per scontato che l'appellativo derivi dal fatto che l'isola è interamente ricoperta da una vegetazione rigogliosa, visibile anche a distanza. Il vero motivo della denominazione, antichissima e ormai entrata nell'uso comune, sarebbe però un altro. Ischia, infatti, sarebbe detta "isola verde" perché ricca di una pietra tufacea, di origine vulcanica, caratterizzata appunto da un colore verde unico al mondo.

Secondo gli scienziati dell'Osservatorio Vesuviano, la particolare colorazione del tufo ischitano è dovuta al fatto che le colate piroclastiche prodotte oltre 55mila anni fa da un'eruzione del vulcano Epomeo sono sprofondate nel mare, ricco di sali minerali, per poi riemergere tra i 28mila e i 15mila anni fa, a seguito di movimenti tellurici.

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Per secoli, fino a non molti anni fa, il tufo verde a Ischia è stato il materiale principale per la costruzione dei muretti di contenimento o delimitazione, chiamati "parracine", e anche per i "comodi" rurali edificati lungo le pendici dell'Epomeo. Quando poi gli abitanti dell'isola trovavano grossi blocchi di tufo verde, avevano l'abitudine di scavarne l'interno per ricavare abitazioni, depositi, cantine, ricoveri per il bestiame e anche cisterne per la raccolta dell’acqua piovana. Sono ben 5, inoltre, le chiese scavate all'interno del tufo verde, come l'eremo di San Nicola a ben 789 metri sul livello del mare, proprio in cima all'Epomeo. Sono molte poi le attrazioni turistiche naturali fatte proprio di tufo verde: il “Fungo” a Lacco Ameno e il “L’Aquila” e gli “Scogli Innamorati” di Forio.

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