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60 candeline per il Goethe Institut di Napoli: il programma dei festeggiamenti

Per le nozze di diamante con la città, arriva l’artista Anna Witt, con una sua residenza a Forcella. Dibattiti digitali su grandi autori, mostre con materiali inediti e proiezioni per un ricco calendario di eventi

Il Goethe-Institut Neapel compie 60 anni. Era infatti il 1961 quando l'Istituto Culturale della Repubblica Federale di Germania apriva la sede di Napoli, con un concerto del pianista Arturo Benedetto Michelangeli.

In questi 60 anni il centro culturale è stato ed è un punto di incontro, di dialogo e di confronto tra la Germania e l’Italia. Ha promosso incessantemente la conoscenza della lingua tedesca. Più di 40.000 studenti hanno seguito i corsi di tedesco e conseguito gli esami di certificazione. Ha sostenuto iniziative volte a potenziare le strutture della società civile e ad agevolare la mobilità internazionale.

Nozze di diamante con la città

Per celebrare le “nozze di diamante” con Napoli, sono previste molteplici iniziative, tutte pensate nel segno dell’amicizia tra Napoli e la Germania.

II “Cambiamento oltre il Visibile”: è il primo evento del ricco calendario dei festeggiamenti. A febbraio l'artista Anna Witt, invitata a una residenza a cura di Maria Teresa Annarumma, intraprenderà una sorta di Grand Tour esperienziale all’interno del tessuto sociale della città ed in particolare del quartiere di Forcella. Si tratterà di un percorso storico e sociale che cercherà di andare oltre gli stereotipi culturali per guardare alle dinamiche relazionali fra storia, luoghi e persone che sono alla base di ogni cambiamento. La residenza si svolge d’intesa con l’Associazione Amici di Carlo Fulvio Velardi Onlus e il Complesso monumentale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco.

Parallelamente prosegue la collaborazione con il MADRE – Museo d’arte contemporanea Donnaregina: il progetto Bellezza e terrore a cura di Kathryn Weir e coprodotto da Maria Carmen Morese, analizza in maniera critica il concetto di "scoperta del Sud”.  “Bellezza e Terrore” riflette sulle connotazioni problematiche di questo termine riallacciandosi all’attuale dibattito post-colonialista e mettendo a confronto una storia italo-tedesca con una italo-etiope. Utilizzando ampio materiale storico, giovani artisti, teorici e critici d'arte esaminano l’interfaccia tra colonialismo e fascismo/nazionalsocialismo, tra la prospettiva tedesca sull'Italia e quella italiana sull'Africa orientale. Le opere di Alessandra Cianelli, Sagal Farah, Leone Contini e altri riflettono sul contenuto, l'estetica e il significato di tracce narrative e storiche uniche. Tra le fonti ci sono più di 1000 fotografie scattate dal soldato della Wehrmacht Hilmar Landwehr in Campania e nell'Italia meridionale tra il 1942 e il 1943. L'utilizzo dell'archivio fotografico nel contesto del progetto è stato reso possibile grazie alla gentile concessione del suo proprietario Nikolaus Merkel. Inoltre, la ricerca degli artisti si basa sull'ampio materiale d'archivio sulla storia della Mostra d'Oltremare.

A seguire dibattiti in formato digitale, proiezioni e varie altre iniziative. 

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