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Giovedì, 13 Giugno 2024

Tutto su Gaiè, tra le più promettenti giovanissime artiste napoletane

Cantautrice dalla voce calda e sensuale, Gaiè ha da poco avuto il suo battesimo live dopo l'uscita del singolo "Solo te", parte di un progetto con Massimo e Valerio Jovine, Giuseppe Spinelli e Antonio Esposito

Nonostante abbia solo 17 anni, ha una voce potente, calda, sensuale, e una forte personalità artistica: decisamente Gaiè, all'anagrafe Gaia Petino, è tra le più promettenti giovani cantautrici della scena partenopea. A pochi giorni dall'uscita sulle piattaforme digitali, il suo primo lavoro, il singolo "Solo te" (Produzione e Mix D4F0ur / Distribuzione Artist First), parte di un più ampio progetto, ha già catturato l'attenzione dei critici e del pubblico, proprio come la prima esibizione live sul palco del Premio Massimo Troisi, su invito del direttore artistico Gino Rivieccio.

Gaiè

Studentessa al liceo, bellissima, soprattutto vera e intensa, Gaiè mescola in maniera formidabile l'entusiasmo sognante e la forza ribelle della sua età con una sensibilità e maturità decisamente non comuni. "Non puoi mettere la tua felicità nelle mani degli altri perché  - dice con inconsueta consapevolezza, guardando dritta nella telecamera - gli altri prima o poi se ne andranno. Tutti se ne vanno. Per questo è necessario trovare forza in se stessi".

Studi di canto dall'età di 9 anni, con un break dovuto esclusivamente alla pandemia (come tiene a precisare), da vera professionista spiega che "la voce è uno strumento di lavoro e le tecniche per usarla sono davvero infinite. Voglio scoprire e imparare quanto più posso. La voce poi non va solo usata, ma anche preservata e a questo proposito credo che il vocal coach sia una figura fondamentale per chi, come me, ha scelto il canto come professione della vita". E per lo stesso motivo, anche se da autodidatta già suona la chitarra e la tastiera, dopo il liceo frequenterà il Conservatorio.

Solo te

E' durante il primo lockdown che i pensieri sparsi in forma di appunti, spesso annotati da Gaiè sul muro e sul soffitto della sua camera (particolarissima e tutta giocata sulle tonalità del nero), si trasformano in poesie e quindi testi per arrivare a “Solo te”,  primo singolo di un progetto curato nella direzione artistica da Massimo Jovine, compositore della musica del brano insieme a Valerio Jovine (tastiere), Giuseppe Spinelli (chitarre) e Antonio Esposito (drum programming). Suoni indie nu dance per un brano che emoziona e che contiene messaggi importanti e consapevoli sull’amore.

"Scrivere canzoni mi consente di esprimere quello che non dico quando parlo - dice Gaiè - quello che mi interessa è raccontare la mia generazione e il suo modo di sentire, di cercare".

Legatissima alla famiglia e alla lealtà come valore fondante di qualsiasi comportamento, in qualsiasi ambito, Gaiè è anche profondamente orgogliosa delle sue origini meridionali in generali e napoletane in particolari: "Amo la mia città. So bene che noi napoletani non sempre siamo visti bene dal resto del mondo, soprattutto dal Nord Italia, e questa cosa mi da molto fastidio".

Gusti musicali assai precisi e strutturati, Gaiè ama il colore nero, sogna di guidare un'auto sportiva e di andare a New York, non potrebbe mai fare a meno del sole e del mare e del babà. E tra 10 anni si vede su un palco a cantare: "Lavorare con Massimo Jovine è davvero una grande fortuna e un grande dono – racconta – È una guida importante, come lo sono Valerio, Giuseppe e Antonio. Con loro l’interazione in studio è produttiva e creativa. Nonostante siano tutti artisti affermati non mi impongono niente. Dialoghiamo e creiamo insieme. Ci fermiamo quando il brano convince tutti noi. Abbiamo già chiuso una seconda produzione e continueremo a lavoa New York, rare. Questo è quello che voglio fare da grande. Non ho un piano B".

Sul canale YouTube c'è il video ufficiale (da cui sono tratte alcune delle immagini del nostro video), curato nell’idea e nella regia da Mauro Romano aka Mr. Few, che proietta Gaiè in una dimensione onirica: dopo una serata in discoteca, Gaiè raggiunge la riva del mare e inizia a guardare le fotografie di un anno prima sul display del suo cellulare. La nostalgia malinconica delle immagini è però vinta dalla consapevolezza che “Se non amo me non posso amare te”.

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