Martedì, 15 Giugno 2021
social

Piedigrotta tra orge, canzoni e parmigiana di melanzane

Storia e leggenda della festa napoletana per eccellenza. Dall'origine ai nostri giorni

Piedigrotta è il nome che indica la zona nei pressi della Grotta Vecchia o Romana, scavata verso il 3° secolo a.C. nella collina di Posillipo per facilitare il percorso da Napoli a Pozzuoli. E' qui che nasce quasi 1500 anni fa la festa napoletana per eccellenza.

Le orge e i fescennini

E' in particolare Petronio Arbitro, nel Satyricon, a raccontare che ai piedi della grotta, di notte, al ritmo di canti a carattere licenzioso e satirico, i fescennini, si celebravano baccanali, cioè riti propiziatori a carattere orgiastico, in onore del dio Priapo.

L'Idra e la via

L’avvento del cristianesimo portò alla costruzione nella zona di una cappella dedicata a Santa Maria dell’Idra o dell’Itra. Il nome richiama il mitico serpente anfibio, la velenosissima Idra a 9 teste della mitologia greca, ma in realtà sarebbe una storpiatura del termine “odigitria” che significa "indicante la strada da seguire" ovvero Gesù. 

La presenza della cappella dedicata alla Madonna non impedì i baccanali, che continuarono di nascosto nella grotta, originando la tradizione della festa propiziatoria. Tra gli altri ne parlano Boccaccio, da cui apprendiamo anche che la “Madonna de Pede rotto” in città era invocata dal popolo come testimone e garante dei giuramenti, e Petrarca venuto a Napoli per farsi esaminare dal re Roberto d’Angiò stimato come uno dei maggiori letterati dell’epoca.

Zite e luminarie

Il 7 settembre come data della festa di Piedigrotta, tra leggende e ricostruzioni, viene fatta risalire al 1487. E’ un giornalista dell’epoca, tale Leostello, a raccontare di una festa di Santa Maria della Grotta alla quale accorrevano tutti i napoletani nella notte tra il 7 e l'8 settembre. E l’8 settembre del resto è il giorno della natività della Madonna.

Fu in un momento non meglio precisato tra il 1554 e il 1744 che i reali presero l’abitudine di far accompagnare la festa da una parata militare: all’ultima, nel 1860, si racconta abbia partecipato anche Giuseppe Garibaldi.

E' stato invece Carlo III a volere luminarie e addobbi sui balconi in occasione della festa.

A Piedigrotta, inoltre, c'era l’uso di sorteggiare 20 "zite", ragazze nubili di umili origini, da far sfilare sui carri addobbati a festa fino a Palazzo Reale dove il Re regalava loro una dote per potersi "maritare".

Te voglio bene assaje, la parmigiana di melanzane e i vestitini di carta

La Piedigrotta musicale fu quindi inaugurata ufficialmente nel 1835, con il trionfo di Te voglio bene assaje. Dal momento poi che a Napoli nessuna occasione di rilievo può essere celebrata senza l’accompagnamento di vino e cibo, in città la festa prevedeva un’epica “abbuffata” pomeridiana.

La tradizione imponeva un vero e proprio menù, con parmigiana di melanzane, patti al forno e frutta di stagione.

La festa è quindi arrivata fino al secolo scorso tra carri allegorici, fuochi d’artificio, luminarie, bancarelle e canzoni.

L'edizione del 1902 fu la prima con lampade a corrente elettrica.

Negli anni Venti fu introdotto il “corteo delle opere liriche”.

Risale agli anni Sessanta la gara dei “Vestitini di carta”.

Soppressa tra contrasti e polemiche nella seconda metà del secolo scorso, la festa è stata restituita alla città nel 2007. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Piedigrotta tra orge, canzoni e parmigiana di melanzane

NapoliToday è in caricamento