Sabato, 24 Luglio 2021
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Pastenaca: sei napoletano se sai cos'è

Incerta e confusa l'origine del termine, ma la "colpa" pare sia di Apicio, il più grande chef dell'antichità che fu di casa all'ombra del Vesuvio

I napoletani doc, quelli che hanno mantenuto un forte legame con le antiche tradizioni, ancora oggi chiamano le carote "pastenache".

L'origine del termine è incerta, ma pare che la colpa sia tutta di Apicio, il più grande chef dell'antica Roma che all'ombra del Vesuvio era di casa. Nel suo “De re coquinaria” che - ovviamente - era il più importante manuale di cucina dell’epoca, Apicio consiglia infatti tre preparazioni a base di "carote o pastinache": forse un traduttore maldestro e, sicuramente, poco abituato tanto a cucinare quanto a mangiare, deve aver ritenuto che le parole carota e pastinaca fossero sinonimi.  E comunque a Napoli, dove Apicio era tenuto in grande considerazione, sono sempre state considerate così.  

In realtà, però, la pastinaca è qualcosa di molto diverso dalla carota, cui l'accomuna solo il fatto di essere una radice commestibile di forma conica. Molto usata in Italia fino al Rinascimento per poi scomparire in un lampo all'arrivo della patata, è ormai praticamente sconosciuta a Napoli come nel resto d'Italia, ma molto usata in Inghilterra, Stati Uniti e Francia. Tutt'altro che buona consumata cruda, di colore avorio nelle varie sfumature, secondo la leggenda la pastinaca fu portata a Roma dalla Germania dall’imperatore Tiberio che di Apicio era grande estimatore ed amico.

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