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Giovedì, 22 Febbraio 2024

Cosa mettono a tavola i napoletani durante la settimana, giorno per giorno (VIDEO)

Il calendario gastronomico napoletano ha regole precise, che i veri napoletani continuano a rispettare. Le svela a NapoliToday Vittorio Fortunato, patron de La Locanda Gesù Vecchio

La tradizione napoletana ha regole precise in fatto di menù, legate alla stagionalità dei prodotti ed influenzate da antichi retaggi che affondano nel mito o nella fede. I giorni della settimana, in particolare, a casa di un napoletano autentico si riconoscono da quello che bolle in pentola. A svelare le regole basilari della dieta partenopea più autentica è Vittorio Fortunato, patron de La Locanda Gesù Vecchio, in via Giovanni Paladino, nel cuore del cuore del centro storico, inserita nella Guida 2023 per la categoria delle migliori locande dalla Michelin che la segnala come "interprete della vera anima partenopea grazie all'atmosfera familiare accompagnata dalla calorosa accoglienza del giovane titolare. Qui si può assaggiare il meglio del repertorio gastronomico di Napoli, con la Genovese, il ragù bianco che a dispetto del nome è una specialità campana, in cima alla top list".

La settimana gastronomica dei napoletani autentici

  • Ovviamente si parte il lunedì, con le minestre. Protagoniste le verdure, come ad esempio le scarole o la zucca, per l'inverno, o le zucchine d'estate. La scelta ha il suo perché: è infatti un ottimo sistema per alleggerire il peso del menù domenicale.
  • Martedì è il giorno dedicato ai legumi, completati da verdure o pasta - fagioli, lenticchie, ceci - e pesce azzurro come alici, pesce bandiera (nel resto del Paese pesce spatola), aguglie.
  • Mercoledì è decisamente un giorno di passaggio, in cui comincia a presentarsi il pomodoro: spaghetti ai pomodorini, o allo scarpariello o alla puttanesca oppure con pomodoro e fagiolini.
  • Giovedì è da sempre un giorno importante nella cucina partenopea: è dedicato infatti alle patate, declinate con la pasta oppure trasformate in gnocchi o esaltate nel mitico gattò o meglio ancora nei crocchè.
  • Venerdì è giorno di magro, ovviamente nei limiti della generosa cucina napoletana: spaghetti alle vongole o alici, baccalà all'insalata o alla carrettiera, scammaro. E verdure, in modo da preparare corpo e spirito alle promesse del fine settimana che va in crescendo.
  • Il sabato a tavola impone ziti o mezzanelli allardiati o zuppa forte di soffritto, spaghetti alla puveriello, frittatina di pasta, mozzarella - possibilmente in carrozza - mentre sui fornelli in un tripudio di odori si portano avanti i piatti della domenica.
  • La domenica vuole quindi il ragù o la genovese, polpette fritte come fritte sono le melanzane che costituiscono la base della parmigiana, peperoni imbottiti o fritti. In alternativa pesce, ma "importante": crostacei, frutti di mare, pesci di pregio. Senza dimenticare il dolce

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