A Nord ricerca e risultati, a Napoli solo fame e senzatetto?

Depotenziare l'epidemia richiede un immane sforzo, non solo individuale e collettivo, ma anche culturale

Nel Tg delle 13 mandato in onda oggi da Rai2 c'era un servizio con un gran bel lancio che parlava di un farmaco che dà ottimi risultati contro il Coronavirus. Il servizio diceva che ne è in corso la sperimentazione a Padova come a Roma e Milano. A svelare il nome del medicinale il primario intervistato: Tocilizumab.

Peccato che il servizio non ricordasse, neanche di sfuggita, che la sperimentazione di quel farmaco è stata autorizzata in Italia dopo che il Cotugno di Napoli aveva diffuso e condiviso gli esiti della ricerca avviata a tempo record, fin dai primi casi registrati all'ombra del Vesuvio di CoVid-19, in collaborazione con un'equipe di medici giunti nella nostra città direttamente da Wuhan, l'epicentro cinese dell'epidemia.

Dopo un altro servizio, dedicato sempre alla lotta al virus, veniva introdotto poi un altro servizio con questo lancio: "A Napoli nell'emergenza c'è una condizione ancora più difficile: quella dei senza fissa dimora". L'inviato spiegava  quindi che nella nostra città i senzatetto "sono un esercito", "esposti al contagio più degli altri",  "vettori del virus a loro volta", descrivendo quindi uno "scenario drammatico" con i senzatetto costretti ad "accalcarsi per un pasto caldo alla Caritas" .

Peccato che il servizio non ricordasse, neanche di sfuggita, che i senza fissa dimora come a Napoli sono tanti anche a Milano, Roma, Torino, e tanto esposti - oltre e forse più che al CoVid-19 - anche all'ondata di gelo che, come previsto, sta arrivando, e alla fame.

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Ad un ascoltatore distratto, dunque, il messaggio finale che rischia di passare dalla contiguità dei due servizi mandati in onda nel Tg2 è che in occasione dell'epidemia da Coronavirus al Nord c'è ricerca e professionalità, successo e salvezza, mentre invece al Sud, e a Napoli in particolare, ci sono straccioni morti di fame e per di più anche untori potenziali.  

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