Sabato, 24 Luglio 2021
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La proposta: sul Monte Echia una sirena di 6 metri visibile dal Golfo e dal cielo come simbolo di Napoli

Pronto il bozzetto. Costituito un comitato per promuoverne la realizzazione. Ma la sirena è molto diversa da quella che immaginiamo

bozzetto grafico della scenografa Francesca Del Cupolo

Presentato ufficialmente dallo scultore Giuseppe Canone il progetto della statua della sirena Partenope, simbolo della nostra città: la realizzazione è prevista in bronzo, fuso in un unico pezzo, secondo l'antica tecnica della cera persa introdotta nel 3500 a.C. con cui sono stati realizzati i bronzi di Riace, per essere posizionata a Pizzofalcone, sul Monte Echia.

Per l'opera è stata calcolata un'altezza di 6 metri che la renderebbe visibile dal mare, da molti angoli della città e riconoscibile dagli aerei in arrivo e partenza da Napoli.

L'idea della statua simbolo

L'idea di una statua della sirena, simbolo identitario di Napoli, è un progetto dell'associazione I Sedili di Napoli di Giuseppe Serroni ed è sostenuto da varie realtà associative, spiega un comunicato, come Oceanus, realtà no-profit italo-greca, che da circa un anno ha aperto un nuovo ufficio di progettazione europea in Città e ha iniziato a collaborare con il dottor Serroni.

Com'era davvero Partenope

Come da bozzetto grafico della scenografa Francesca Del Cupolo, la statua raffigura la sirena "come descritta da Ulisse": metà donna e metà uccello: “Napoli è un'antica colonia greca, con una storia che attraversa circa 3 millenni. La sua fondatrice è una creatura mitologica e la sua statua non può essere una rappresentazione banale – spiega Fabio Siniscalchi, presidente di Oceanus - E’ un'immagine forte, che spesso ad un primo sguardo non piace, divide e fa discutere proprio come Napoli, sono certo nasceranno soprannomi e parodie, ma anche amori a prima vista, come il mio. I napoletani l’accoglieranno comunque, come sempre è stato sin dalla polis greca, municipio romano, città bizantina, ducato, regno, repubblica, reame e vicereame la Città si è sempre adattata, di tutto ha fatto tesoro, trasformandosi ogni volta pur non cessando mai di essere se stessa”.

Pensare di rappresentare Partenope come la sirenetta di Copenaghen, dunque, per i promotori dell'iniziativa, sarebbe un errore imperdonabile davanti alla storia e all'identità di Napoli e napoletani.

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