Enrico Caruso e Ferdinando de Lucia: lacreme napulitane

Tra i più grandi tenori del '900, in città hanno avuto storie parallele e diametralmente opposte: il primo non cantò mai più a Napoli per esservi venerato dopo la morte, il secondo protagonista incontrastato al San Carlo per oltre 30 anni e poi praticamente dimenticato

La sua unica biografia completa è scritta in inglese. La strada che la nostra città ha deciso di dedicargli, nel 1961, è decentrata e decisamente poco romantica. Se a Napoli più o meno tutti sanno chi era Enrico Caruso, quasi nessuno ricorda Ferdinando de Lucia.

Storie uguali ma opposte 

Ferdinando de Lucia era nato sul finire del 1860. Enrico Caruso agli inizi del 1870. Tra i due c'era quindi solo una manciata di anni.

Quella di de Lucia era una famiglia di musicisti: il padre suonava il clarinetto e il fratello il violino.

Più umili le origini di Caruso: il padre era un operaio meccanico, la madre faceva pulizie.

de Lucia studiò prima il fagotto e poi il contrabbasso al conservatorio di San Pietro a Majella.  La sua bella voce di tenore fu però ben presto notata e così si dedicò allo studio del canto.

Ben diversa la storia di Caruso, che iniziò a lavorare giovanissimo e ebbe come mentore un maestro privato che ne notò la voce eccezionale.

Il successo

Nel corso di un'esecuzione nel corso di una festa privata, de Lucia venne notato dall'impresario del San Carlo che cercava un tenore per la nuova stagione del Massimo napoletano: era il 1885. Alla prima esibizione il successo di de Lucia fu enorme e divenne inarrestabile e al San Carlo de Lucia restò protagonista incontrastato per oltre 30 anni.

de Lucia calcò anche i palcoscenici d'Oltreoceano, ma l'America che aveva portato in trionfo Caruso, decretandone il successo planetario, non apprezzò invece lo stile di de Lucia con cui fu assai poco generosa.

Al funerale di Enrico Caruso, il 21 febbraio del 1925, fu de Lucia a cantare. Morì 4 anni dopo, lasciando diverse centinaia di incisioni che, nonostante i limiti delle tecniche dell'epoca, rivelano una voce potente e fascinosa, assai apprezzata e studiata in Inghilterra. 

Si dice che de Lucia chiamasse le sue "filature" vocali "lacreme".

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