Domenica, 25 Luglio 2021
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"Da ragazzino bullizzato per anni fino a tentare il suicidio": la confessione del regista

Giuseppe Sciarra, dopo essere sopravvissuto al Covid, ha sentito l'esigenza di raccontarsi con il docufilm Ikos

Ph Piero Federico

Già giornalista in un'emittente televisiva privata della nostra città e poi regista cinematografico, dopo essere sopravvissuto al Covid, contratto all'inizio della pandemia, Giuseppe Sciarra ha deciso di raccontarsi e denunciare il bullismo attraverso il docu-film " Ikos", parola greca che vuol dire fenice.

Napoli nel dna e nel destino

La madre di Sciarra è napoletana, della Pignasecca, il padre invece tarantino. Anche se la madre voleva per i figli una vita a Napoli, la famiglia deve trasferirsi nella provincia di Foggia: "Mia madre odiava il posto in cui abbiamo vissuto per quattordici anni - racconta Sciarra - abituata a una realtà come Napoli, trovava quel piccolo centro di duemila anime limitante sia per noi che per lei. La vedevo sempre soffrire. Il suo amore per la sua città è sempre stato viscerale e mi ha contagiato".

I pregiudizi e il bullismo

Racconta il regista: "Ad iniziare da quando avevo otto anni, molti coetanei del paese mi additarono come omosessuale perché ero un pò effeminato e troppo gentile e per bene rispetto a loro. Iniziarono a prendermi in giro, a minacciarmi, calunniarmi, picchiarmi. Non potevo più uscire di casa. Mi resero la vita un inferno. Ci fu chi mi consigliò addirittura di non uscire di casa perché volevano ammazzare il frocio. Furono anni terribili che mi spinsero a una forte depressione".

Il tentativo di suicidio e l'appoggio della famiglia

"Cercai di nascondere a mio padre e mia madre quello che accadeva. Me ne vergognavo. Davo la colpa a me di quella situazione. Ero io quello sbagliato,il diverso. Dinnanzi però all'evidenza di un tentativo di suicidio raccontai tutto ai miei genitori. Avevo quattordici anni".

Ikos

L'idea di realizzare Ikos e di raccontare le violenze subite dal regista a distanza di 23 anni dai fatti è scaturita dalla malattia da covid-19. Lo scorso anno, infatti, Sciarra si è ammalato durante il primo mese di pandemia ed è stato molto male. Da qui una profonda riflessione sulla sua vita e su quello che voleva essere come autore: " Sentivo l'esigenza di mettermi a nudo come essere umano e come artista. Così ho deciso che dovevo prendere coraggio e raccontare quel terribile periodo che avevo rimosso dalla mia vita".

Con l'aiuto del regista e produttore di Cinetika, Andrea Natale, Sciarra è entrato in contatto con l'attore Edoardo Purgatori, figlio del giornalista Andrea Purgatori, e gli ha proposto di far parte del progetto. Purgatori che a sua volta è stato vittima di bullismo da ragazzino, ha deciso istintivamente di partecipare a Ikos per raccontare una storia che purtroppo, ancora oggi, è la storia di molti, troppi.

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