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Una delle storie d'amore più famose di tutti i tempi nacque a Napoli. Un film d'animazione la racconta all'Europa

Il cartoon tra le opere protagoniste del Festival di Bordeaux. A firmare la sceneggiatura Enzo D'Alò (La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare) e Giovanni Calvino

Poche storie d'amore sono famose come quella tra Giovanni Boccaccio e la sua “Fiammetta”. E quella storia nacque a Napoli, nella Chiesa di San Lorenzo Maggiore.  A raccontare quel magico incontro, che ispirò le più belle liriche del poeta simbolo del '300, è il film in animazione "Fiammetta", scritto e interamente prodotto a Napoli, tra i 50 progetti provenienti da 19 Paesi europei selezionati per il Cartoon Movie, il più grande evento europeo dedicato ai lungometraggi animati,organizzato con Media-Europa Creativa, programma della Commissione dell'Unione Europea, in cartellone a Bordeaux questa settimana

Il sogno di Barile e la penna magica di D'Alò e Calvino

Il film nasce da un soggetto di Nicola Barile, tra i pionieri dell’animazione 3D in Italia, annunciato nel 2019. La sceneggiatura porta le firme di Enzo D’Alò, il regista del pluripremiato “La Gabbianella e il Gatto”, e Giovanni Calvino, autore di diversi romanzi, tra cui “Il Muro di Napoli”.

Anche la compagine produttiva è tutta napoletana: si tratta di Uanèma Entertainment, di Porta Capuana, vera e propria fabbrica della creatività, nata dall’unione delle società di produzione TILE Storytellers e Digitalcomoedia, guidate da Giovanni Parisi, Guido Bozzelli e Stefania Iannella, con il supporto del Ministero della Cultura e della Film Commission della Regione Campania.

La storia

Ambientata nel 1336, nella chiesa di San Lorenzo Maggiore a Napoli, la storia racconta di Fiammetta, giovanissima figlia illegittima del re di Napoli Roberto d'Angiò, e del suo incontro con Boccaccio, figlio di un mercante fiorentino, desideroso di diventare un poeta, e una straordinaria avventura tra intrighi, incantesimi, avvelenamenti, gesta eroiche e creature mostruose.

"La storia ha sullo sfondo uno dei periodi più straordinari e più ricchi di cultura di tutto il quattordicesimo secolo italiano, oltre al giovanissimo Boccaccio, infatti, era presente alla corte angioina anche il grande Giotto da Bondone, impegnato ad affrescare alcuni ambienti del Monastero di Santa Chiara", spiegano gli autori Barile, Calvino e D’Alò. "E questa è un’altra appassionante sfida che questo progetto intende affrontare, gli affreschi di Giotto, infatti, sono andati perduti ben prima della nascita della fotografia e del cinema. Il nostro lungometraggio dovrà, quindi, riproporre una ricostruzione di quest’opera perduta, senza far storcere troppo la bocca agli esperti del settore", aggiungono i produttori Parisi, Bozzelli e Iannella.

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