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Lunedì, 30 Gennaio 2023
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Axel Munthe: l'Indiana Jones che si innamorò di Capri. Una mostra al Mann lo ricorda

Medico personale della regina di Svezia, appassionato e generoso, amante dell'archeologia e del bello, Munthe è tra le personalità eclettiche più affascinanti del '900

Svedese di origine, Axel Munthe fu e resta un personaggio straordinario e affascinante.

Medico personale della Regina di Svezia Victoria von Baden, appassionato di archeologia, ottimo fotografo, tra le sue esperienze più avventurose sono certamente da ricordare le scalate del Cervino e, con il suo cane, del Matternorn e del Montebianco da cui riportò qualche foto ricordo e le dita congelate di un piede, che furono amputate; e - soprattutto - la partecipazione allo scavo della tomba di Tutankhamon.

Talento, compassione e carisma personale lo aiutarono a distinguersi come medico: a Capri lottò contro un'epidemia di tifo e intervenne a prestare soccorso a Ischia dopo un terremoto.

Axel Munthe “inseguiva il mito e la magia della 'Vis medicatrix naturae'. Adorava gli animali, ed era consapevole dell’effetto straordinario dello spirito del luogo e l’energia rigenerativa dell’ambiente. Creare la sua dimora sull’isola di Capri, e la costruzione stessa della casa, da cui vennero alla luce le sculture, i marmi, i bronzi dell’Impero romano, era una scelta che gli consentiva di abbracciare il fascino e la grazia del mondo antico attraverso l’armonia della bellezza”, spiega la nipote Katriona Munthe con Michele Iodice curatrice della mostra 'Honesta Voluptas - Il Giardino di Axel Munthe, riportato alla luce da Jordi Mestre', in programma dal 19 gennaio al 19 marzo 2023 nelle sale della cosiddetta Farnesina del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L'esposizione ne ripercorre la biografia e il legame a doppio filo con la nostra regione, dove appunto elesse la sua residenza a Capri, in Villa San Michele.

Napoli e Munthe

A Napoli Axel Munthe arrivò all'età di 24 anni, nel 1881. Nella nostra città si fece ritrarre dai “Fratelli de Luca” che avevano uno studio fotografico di gran moda. I De Luca erano specializzati in fotografie degli scavi di Pompei e di Ercolano e proponevano così, ai pellegrini del nuovo Grand Tour, un ricordo materiale della loro visita. Qui Axel Munthe conobbe l’archeologo Amedeo Maiuri con il quale nacque un rapporto di stima e collaborazione.

Passione e memoria 

E' stata Katriona, nipote e custode della memoria di una delle personalità più rilevanti del Novecento, a voler aprire i suoi archivi di famiglia selezionando 140 fotografie degli inizi del XX secolo, immagini che testimoniano la passione del nonno per il mondo classico: una vera e propria avventura esistenziale che, partendo da Napoli e dal cuore del Mediterraneo, testimonia la ricerca del senso della Bellezza.

Il restauro delle immagini è opera del maestro catalano Jordi Mestre, uno dei massimi esperti nel recupero della fotografia d'archivio. Nell'allestimento, figurano anche piante da giardino e due sagome di Munthe e Amedeo Maiuri.

"Abbiamo accolto con entusiasmo il progetto di Katriona Munthe e Michele Iodice e, quindi, con piacere ospitiamo le memorie del celebre medico svedese che tanto amò l'archeologia, la città di Napoli e cultura mediterranea. Nell'occasione voglio ricordare che già da qualche anno con il sito di Villa San Michele ad Anacapri, ricco di antiche vestigia e importanti rimandi alle collezioni del MANN, è attiva una convenzione per la realizzazione di attività culturali e di promozione", commenta il direttore del Museo  Paolo Giulierini.

Dal matrimonio (1907) con Hilda Pennington-Mellor, aristocratica inglese, naquero due figli: Peter e Malcolm. Con l’avanzare degli anni Munthe tornò in Svezia per sostenere il vecchio re Gustavo: diverse foto li ritraggono mentre passeggiano assieme per i giardini reali.

Con rammarico costante (come testimonia nell’intervista accordata a Indro Montanelli), Munthe non torna più nella la sua adorata isola.  

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