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Scuola al tempo del Covid: così il Giordani non ha perso un giorno

L'Istituto di Napoli tra i primi ad adeguarsi all'emergenza: ha consegnato a domicilio un notebook e una sim agli studenti che ne hanno fatto richiesta

 

Non lasciare nessuno indietro e rimanere un punto di riferimento per gli studenti. Sono i compiti della scuola, ancora più urgenti al tempo del Coronavirus. Gli istituti scolastici sono stati tra i primi a subire il lockdown e hanno dovuto adeguarsi rapidamente per non mandare a monte un intero anno scolastico. 

L'Istituto Giordani-Striano di Napoli è stato tra i primi ad allestire le videolezioni: "A 48 ore dalla chiusura della scuola avevamo già allestito le aule virtuali e chiesto ai docenti di riprendere le attività, anche se a distanza - spiega Elena De Gregorio, dirigente scolastico - Devo ringraziare i miei docenti, anche quelli che insegnano materie umanistiche, perché si sono messi immediatamente a disposizione. Per quanto riguarda i ragazzi, c'è stata una piccola resistenza all'inizio perché per molti di loro scuola chiusa significa festa. Poi sono stati loro stessi a chiedere di incrementare le lezioni on line. Non è solo una questione pedagogica, abbiamo un ruolo fondamentale anche per colmare il vuoto creato dall'isolamento sociale". 

L'e-learning può rappresentare un grosso limite, però, in un Paese in cui una famiglia su tre non possiede un pc, né una connessione decente. Un gap che si vive soprattutto al Sud: "E' per questo motivo che ho fatto smontare dalla scuola tutti i device a disposizione, un centinaio, e li ho fatti consegnare ai ragazzi in comodato d'uso - prosegue la preside - in alcuni casi abbiamo inviato anche una sim per la connessione perché il nostro obiettivo è non lasciare indietro nessuno. Anche i tanti ragazzi con disabilità continuano a essere seguiti dai nostri docenti a distanza". 

Il Giordani rappresenta un'eccellenza del nostro territorio, come dimostra il fatto che un numero significativo di chi si diploma trova lavoro nel giro di due anni. Anche in questa occasione, la risposta è stata pronta e rapida, resa possibile da una prassi consolidata nell'utilizzo dell'informatica: "Già prima dell'emergenza eravamo soliti utilizzare piattaforme on line per la condivisione di esperienze, lezioni, materiali - afferma Daniela Cuccurullo, docente di inglese e animatrice digitale dell'Istituto - I nostri professori, quindi, erano già formati e pronti per cominciare. Ovviamente, si tratta un tipo di approccio completamente diverso, ma siamo pronti per affrontare questa nuova sfida con tutte le armi necessarie". 

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