Zucchero in età pediatrica, quali conseguenze può avere?

“Un eccessivo consumo di zuccheri in età pediatrica e adolescenziale non solo può portare complicanze cardiovascolari, tumori, diabete, ecc, ma anche alterazioni comportamentali in età adulta”. L’intervista alla dott.ssa Giuseppina Bentivoglio

Dott.ssa Giuseppina Bentivoglio

La Campania è la regione italiana con il maggior tasso di sovrappeso/obesità infantile. I bambini seguono l’esempio dei genitori e acquisiscono le abitudini alimentari del nucleo familiare. Chi ha, infatti, almeno un genitore in sovrappeso o obeso, ha una probabilità molto più alta di sviluppare un eccesso ponderale già nella prima infanzia (2-6 anni), e, purtroppo, il 90% dei bambini obesi a 3-4 anni resta in sovrappeso od obeso a 15-16 anni. Colazione inadeguata, insufficiente consumo di frutta e verdura, eccessiva assunzione di bevande zuccherate (circa il 35-40% ne consuma quotidianamente) e una scarsa attività fisica sono le principali cause di questa triste fotografia campana. Gli zuccheri aggiunti, in particolare, se assunti in età pediatrica possono avere serie conseguenze sia metaboliche che psico-comportamentali. Secondo le linee guida tracciate dall'American Heart Association non andrebbero assunti zuccheri aggiunti prima dei 2 anni e appena sei cucchiaini (25 gr) tra i 2 e gli 8. La necessità di regolare il consumo di zucchero fin da piccoli deriva dall'osservazione che una dieta troppo ricca di zuccheri aggiunti è fra le cause di diversi fattori di rischio come obesità, diabete, pressione e colesterolo alti. Inoltre, uno studio effettuato dai ricercatori dello University College di Londra ha dimostrato che lo zucchero può rappresentare anche un serio fattore di rischio per lo sviluppo di patologie mentali come la depressione e l'ansia. Ma, quindi, quanto zucchero andrebbe assunto in età pediatrica? NapoliToday lo ha chiesto alla dott.ssa, biologa nutrizionista, Giuseppina Bentivoglio.

Quali conseguenze può avere sull’organismo un eccessivo consumo di zucchero in età pediatrica?

“Un eccessivo consumo di zuccheri, soprattutto zuccheri semplici da dolci e bevande zuccherate, ha un impatto negativo sul metabolismo glicemico con picchi di insulina che possono alterare la sensibilità delle cellule e quindi il corretto utilizzo di glucosio (come principale fonte energetica) da parte dell’organismo. Inoltre il glucosio in eccesso viene convertito in grassi di deposito predisponendo alla condizione di sovrappeso/obesità che porta con sé una serie infinita di conseguenze metaboliche indesiderate: complicanze cardiovascolari, tumori, diabete, malattie epatiche, anomalie ginecologiche e cosi via”.

Un consumo eccessivo di zucchero può avere anche effetti psico-comportamentali sul bambino?

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“Assolutamente sì. I cibi dolci stimolano i centri del piacere e della ricompensa a livello del sistema nervoso centrale, quindi se in una fase in cui il cervello è particolarmente plastico (cioè ha una grandissima capacità di trasformarsi e creare nuove connessioni tra neuroni) io stimolo fortemente la via gustativa, le aree del cervello che sono sollecitate dal consumo di sostanze dolci si destabilizzano. Il bambino che subisce una overstimolazione del gusto dolce avverte una sensazione di piacere/gratificazione/ricompensa anche superiore a quella associata alle droghe d’abuso. Quando questo bambino diventa adolescente e poi adulto e apprende la necessità di dover ridurre la quota di zuccheri assunti per salvaguardare la sua salute, dal punto di vista psico-comportamentale va in contro a condizione di astinenza, alterazione dell’umore, depressione, mancanza di interesse. Questo perché riduce la fonte di stimolazione del suo sistema del piacere e sarà un adulto maggiormente vulnerabile ad altri tipi di sostanze d’abuso come alcool, droghe e gioco d’azzardo. Quindi un eccessivo consumo di zuccheri in età pediatrica e adolescenziale può indurre alterazioni comportamentali anche in età adulta”.

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