Vitamina K, cos’è e a cosa fa bene? Risponde la nutrizionista

“Una sua carenza può provocare fratture ossee, osteoporosi ed emorragie, per questo motivo è importante integrare questa vitamina con l’alimentazione”. L’intervista alla dott.ssa Marianna Tommasone

Dott.ssa Marianna Tommasone

E’ la meno conosciuta delle vitamine, ma non per questo meno importante. La vitamina K (o naftochinone) appartiene al gruppo delle vitamine liposolubili, e viene assorbita a livello intestinale ed accumulata nel fegato. In base alla struttura della serie di vitameri che comprende, si differenzia tra: la K1 - abbondante negli alimenti di origine vegetale -, la K3 - di origine sintetica e presente nei farmaci per la coagulazione del sangue - e la K2 - sintetizzata dai batteri intestinali, regola principalmente il metabolismo osseo. Questa vitamina apporta importanti benefici al nostro organismo ed è fondamentale per chi ha problemi di coagulazione del sangue, in quanto fornisce al fegato le sostanze necessarie a produrre i fattori di coagulazione. Ma oltre a questa funzione, agisce anche a favore del sistema osseo (perchè attiva la proteina osteocalcina) e inibisce fortemente la calcificazione delle arterie perché attiva la proteina Matrix Gla (MGP), il più potente inibitore della calcificazione dei tessuti molli, capace di legare il calcio, impedendone il deposito nelle pareti vasali, e mantenendo l’elasticità delle arterie. A confermare quest’ultima proprietà ci sono numerosi studi che dimostrano una regressione parziale delle calcificazioni dopo un’assunzione costante di vitamina K. Il limite di questa vitamina è, però, il suo assorbimento che risulta essere un 10% del fabbisogno derivante dai cibi e dall’alimentazione in generale. Integrarla, quindi, con una dieta equilibrata è fondamentale. Ma in quali alimenti è contenuta? NapoliToday lo ha chiesto alla dott.ssa, biologa nutrizionista, Marianna Tommasone.

“Non è stato stabilito un preciso fabbisogno giornaliero di vitamina K, ma i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana – IV revisione) ne raccomandano un apporto adeguato e sicuro di circa 2 mcg/Kg di peso corporeo al giorno, apporto che è normalmente soddisfatto da un’alimentazione varia ed equilibrata.

La vitamina K1 è presente soprattutto:

  • negli alimenti di origine vegetale come pomodori, sedano, porri, avocado ekiwi
  • nei vegetali a foglia verde come spinaci, lattuga, broccoli, cavoli, cime di rapa, bietole, asparagi.

Quantità meno rilevanti si trovano, invece:

  • nei cereali
  • nei legumi
  • nella carne
  • nel pesce
  • nelle uova
  • nei prodotti lattiero-caseari.

Un deficit di vitamina K è raro, in quanto, oltre all’alimentazione, viene sintetizzata anche a livello intestinale ad opera dei batterei simbiotic, e per questo motivo è importante seguire un’alimentazione più ricca in fibre (frutta, verdura, legumi, cereali integrali) e probiotici (yogurt, kefir, crauti) per favorire la funzionalità del microbiota intestinale. Tra le categorie a rischio di sviluppare un deficit di vitamina K ci sono i neonati, poiché tale vitamina attraversa difficilmente la placenta, l’intestino del neonato non è sufficientemente colonizzato da batteri capaci di sintetizzarla e il latte materno non fornisce una quantità sufficiente a fronteggiare le necessità di vitamina K nell’infante fino a 6 mesi. Per evitare il possibile rischio di sviluppare la malattia emorragica del neonato, alla nascita si effettua una profilassi obbligatoria di 1 mg di vitamina K3 (menadione). Per quanto riguarda gli adulti, invece, tra le possibili cause responsabili del deficit di vitamina K ci sono un malassorbimento dei grassi a livello intestinale e terapie antibiotiche che interferiscono con i batteri intestinali. Dal momento che questa vitamina è impegnata nel processo della coagulazione del sangue e nel metabolismo osseo, una sua carenza puo' provocare emorragie, fratture ossee e osteoporosi.

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Alle persone che assumono il warfarin, un anticoagulante orale che funziona inibendo i fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K, è consigliato evitare alimenti e integratori alimentari ricchi di questa vitamina, poichè quest'ultima riduce l’efficacia del farmaco”.

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