Vertigini, cosa sono e come si curano: risponde l’esperto

“Questo sintomo è generalmente legato a patologie dell’apparato vestibolare, del rachide cervicale o del sistema nervoso centrale. Raramente è determinato da disturbi della sfera psichica”. L’intervista al dott. Fabrizio D’Urso

Avere l’impressione di vacillare anche da fermi o di rovesciarsi mentre si sta camminando. Le vertigini sono un disturbo che priva la persona del controllo sulle sue facoltà di movimento e sul suo orientamento nello spazio. Insorgono all’improvviso e, in alcuni casi, sono anche accompagnate da vomito e nausea. A soffrirne quotidianamente sono circa il 7-10% degli italiani, soprattutto donne. Le cause del problema possono essere diverse. Esistono vertigini dovute a infezioni virali, infiammazioni, patologie legate al sistema muscolo-articolare, ecc. In alcuni casi questo sintomo può essere determinato da problematiche legate alla sfera psicologica, in casi meno frequenti a disturbi del sistema nervoso centrale come danni vascolari del cervello, tumori, malattie neurologiche e degenerative. Per capire meglio come si riconosce questo disturbo, da cosa può essere determinato e come intervenire in presenza di una vertigine cervicale, NapoliToday ha intervistato il dott. Fabrizio D’Urso, fisioterapista esperto in Riabilitazione dei Disordini Muscolo-Scheletrici e del Movimento.

Dott. D'Urso, cosa sono le vertigini e come si riconosce questo sintomo?

"La vertigine consiste in un'illusoria sensazione di movimento e di rotazione dell’ambiente circostante o del soggetto stesso. E’ caratterizzata da perdita di equilibrio e accompagnata da fenomeni neurovegetativi (nausea, sincope, mal di testa, problemi alla vista e vomito). Questo disturbo fastidioso può essere appena percettibile o può essere così grave da comportare difficoltà nel mantenimento dell’equilibrio e nello svolgimento delle attività quotidiane”.

Qual è la differenza tra vertigini periferiche e vertigini centrali?

“La vertigine è dovuta a un conflitto tra le informazioni provenienti da specifici organi e recettori periferici, o a una erronea interpretazione di esse a livello del sistema nervoso centrale. Quando la causa risiede in una alterazione delle informazioni inviate dagli organi periferici si parlerà di vertigini periferiche. Si parlerà, invece, di vertigini centrali quando il problema è imputabile ad un'alterata elaborazione delle informazioni da parte del sistema nervoso centrale. La vertigine viene anche classificata in Oggettiva e Soggettiva: la prima è caratterizzata da un senso di rotazione dell’ambiente circostante, la seconda da un senso di rotazione del capo, instabilità, disequilibrio e sbandamento”.

Da cosa possono essere causate?

“Le cause delle vertigini possono essere varie. Generalmente questo disturbo è legate a patologie dell’apparato vestibolare (organo che ricopre un ruolo centrale nel mantenimento dell’equilibrio e nell’orientamento spazio temporale), a patologie del sistema nervoso centrale o a problematiche del rachide cervicale. Le cause possono essere su base strutturale (traumi, tumori, malattie degenerative) vascolari, infettive, tossiche (compresi i farmaci) e idiopatiche, ma solo una piccola percentuale dei casi è collegata a patologie gravi. Occasionalmente, capogiro e vertigine sono dovuti a disturbi della sfera psichica, quindi a sensazioni di panico, ansia e depressione”.

Problemi muscolo-scheletrici posso provocare le vertigini?

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“Dal 1950 la comunità scientifica internazionale ha iniziato a ipotizzare l’esistenza di una correlazione tra disturbi a carico della colonna cervicale, tra presenza di vertigini e disturbi dell’equilibrio, coniando il termine Vertigine Cervicogenica. La diagnosi di questa patologia è una diagnosi di esclusione basata sull’esclusione, appunto, di tutte le altre patologie che possono causare le vertigini. Altri criteri per la diagnosi sono la presenza di dolore cervicale (o di storia di dolore cervicale) e la sua relazione temporale con l’insorgenza della vertigine”.

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