Salute

Vaccino in pillole, Sarnelli (prof. Federico II): "I primi risultati sono incoraggianti"

Il progetto per il vaccino anti-Covid orale

Un vaccino che non ha bisogno di personale medico per la somministrazione e catena del freddo per la conservazione, ma che consiste in una semplice pillola. E' questo il progetto a cui lavorano tre professori italiani e potrebbe dare i suoi frutti nel giro di un anno. Giovanni Sarnelli, docente di Gastroenterologia presso l’Università Federico II di Napoli, Giuseppe Esposito, farmacologo presso l’Università Sapienza di Roma, e Walter Sanseverino, biotecnologo e amministratore delegato della start-up spagnola Sequentia Biotech, stanno sperimentando un vaccino orale che utilizza un probiotico, quindi un fermento, per sviluppare l’immunità contro il Covid. I tre studiosi sono soci co-fondatori della Nextbiomics, società biotech che nasce come spin-off dell’Università Federico II. Il professore Sarnelli, intervistato da Nursind Sanità, ha fatto il punto sul progetto: "Stiamo lavorando su una idea nuova, un vaccino orale con caratteristiche completamente diverse da quelle dei prodotti presenti sul mercato, cioè usiamo un probiotico in commercio che ha effetti benefici sull’organismo, cucendogli addosso una proteina. Sfruttiamo insomma le capacità naturali del sistema immunitario dell’intestino, dando vita ad anticorpi spike. Siamo lontani dai test sull’uomo, ora lo stiamo testando sui topi e abbiamo depositato una domanda di brevetto per la pillola anti-Covid. Sugli animali stiamo facendo un ciclo di 17 settimane con una pillola somministrata per 5 giorni".

"I primi risultati sono molto incoraggianti, il sistema funziona bene ed è ben tollerato. Abbiamo osservato una estrema tollerabilità e sicurezza. In che tempi potrà essere pronto il nostro vaccino orale? Il passaggio da topo a uomo è delicato e presuppone diversi dosaggi e somministrazioni, per cui è difficile fare stime precise, ma con un moderato ottimismo potrebbe essere pronto tra un anno. Le incognite nascono anche dagli aspetti amministrativi e burocratici, su cui abbiamo bisogno di supporto, ma con l’emergenza Covid abbiamo visto che possono essere superati. Prima della pandemia era impensabile avere un vaccino pronto in un anno e invece ora abbiamo diversi sieri in commercio", ha aggiunto il Prof. Sarnelli.

"Il vaccino orale richiede una tecnologia molto semplice, non ha bisogno di un assetto organizzativo complesso con hub vaccinali e personale medico dedicato, e non ha bisogno di accortezze nella distribuzione legate alla temperatura. Insomma, una volta prescritto può essere autosomministrato. Questo semplifica molto l’organizzazione e abbatte i costi. Il nostro progetto è visionario perché parla al Nord del mondo ma anche al Sud, sarebbe proprio un vaccino adatto ai Paesi in via di sviluppo, ma non solo. Potrebbe essere usato come boosters per il richiamo. Cioè dopo la prima dose, somministrata con un vaccino attualmente in commercio, il richiamo potrebbe essere fatto con una pillola, semplificando di molto la somministrazione e l’organizzazione. Se può essere destinato, eventualmente, anche ai bambini? Certo, è una soluzione molto fisiologica. Noi sappiamo che le difese immunitarie sono per il 70% nell’intestino. Quello del nostro intestino è un sistema efficace ed efficiente e i probiotici sono bel tollerati anche nei bambini. Nel nostro Paese c’è la tecnologia necessaria e sono presenti le fabbriche che potrebbero produrlo ad un prezzo abbordabile. Il probiotico in commercio costa circa 1 euro a bustina, la nostra pillola, stimiamo, non costerà molto di più", ha concluso Sarnelli. 

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