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Vaccini ai pazienti fragili dai medici di famiglia: “Siamo pronti ma mancano dosi e strutture dell'ASL”

“I medici di medicina generale possono partecipare alla campagna vaccinale in modalità “attiva” (vaccinando i propri pazienti) o non "non attiva" (affidandoli all'ASL). In entrambi i casi devono registrare gli assistiti sulla piattaforma regionale”. L’intervista al dott. Francesco Papulino, segretario Comegen

Si sta procedendo in queste ore alla registrazione sulla piattaforma regionale dei soggetti fragili per l'adesione alla campagna vaccinale anti-Covid. Da mercoledì 17 marzo i medici di medicina generale stanno inserendo su SINFONIA i nominativi dei pazienti con elevata fragilità appartenenti alla Categoria 1 (soggetti estremamente vulnerabili, con disabilità grave). Secondo il protocollo d’intesa siglato con la Regione Campania, i medici di famiglia possono partecipare alla campagna vaccinale in modalità “attiva” (praticando le vaccinazioni presso il proprio studio o le strutture dell'ASL) o “non attiva” (il medico non vaccina ma affida i propri pazienti all'ASL). In entrambi i casi devono registrare sulla piattaforma i nomi dei propri assistiti vulnerabili. Le criticità, però, non mancano: le dosi dell’unico vaccino ad oggi maneggiabile e conservabile dai medici di famiglia, il Moderna, sono centellinate; e poi ci sono i problemi logistici, burocratici e gestionali legati alle strutture messe a disposizione dalle ASL ai medici di famiglia. Dopo il caso “AstraZeneca” si rischia un nuovo rallentamento della campagna vaccinale? Ne abbiamo parlato con il dott. Francesco Papulino, medico di medicina generale e segretario della Comegen Campania.

- Mercoledì è stata attivata la piattaforma regionale per l'inserimento, da parte dei medici di medicina generale, delle adesioni alla campagna vaccinale dei pazienti fragili. Qual è il vostro ruolo?

“La medicina generale è a completa disposizione del Sistema Sanitario Nazionale per venire incontro alle esigenze dei pazienti fragili. Martedì abbiamo siglato un accordo con la Regione Campania che prevede il nostro coinvolgimento nella campagna vaccinale. Il protocollo prevede per i medici di medicina generale due modalità di adesione: “attiva" (praticando i vaccini presso il proprio studio o le strutture messe a disposizione dall’ASL) o “non attiva” (il medico non vaccina ma affida i propri pazienti all’ASL). In entrambi i casi il medico deve registrare i propri pazienti fragili sulla piattaforma regionale che saranno vaccinati o dal medico di famiglia o presi in carico dall'ASL. Per quanto mi riguarda la vaccinazione in studio è poco praticabile per una questione logistica e di organizzazione”.

-  I pazienti fragili dove saranno vaccinati?

“Le vaccinazioni saranno effettuate negli studi medici o presso le strutture messe a disposizione dalle ASL o presso location organizzate autonomamente da noi. La medicina generale ha richiesto una struttura solo per i medici di famiglia, ma non credo sarà messa a disposizione. Per quanto riguarda l’ASL NA 1, l’unico hub attivo al momento è la Mostra D’Oltremare, che funziona molto bene. Stanno per essere ultimati altri 3 hub: uno presso il Museo Madre, uno presso la Stazione Marittima e l’altro presso il Museo di Capodimonte. Il Museo Madre, a mio parere, è una location poco funzionale. Sono necessari spazi ampi e location dove i pazienti possono venire liberamente con l’auto senza avere difficoltà a parcheggiare, e il Museo Madre non risponde a queste caratteristiche. Tra i 3 nuovi hub, il più funzionale è sicuramente la Stazione Marittima perché più spaziosa. Per noi medici di medicina generale che apparteniamo al distretto 25 (Fuorigrotta) è poco praticabile anche il Museo di Capodimonte perché troppo lontano anche se idoneo. Per quanto mi riguarda il migliore rimane la Mostra d’Oltremare perché ha grandi spazi, tantissimi padiglioni vuoti ed è una location facilmente accessibile, oltre ad aver vicino un ospedale, il San Paolo, con posti in rianimazione”.

- Dove saranno vaccinati i pazienti non deambulanti?

“I pazienti non deambulanti saranno vaccinati a domicilio. Questo è forse uno dei motivi per cui l’ASL ha messo da parte la sua ostilità nei nostri confronti e ci ha consentito di partecipare attivamente alla campagna vaccinale. Per liberarsi di questo onere”.

- L’anestesista sarà presente negli studi medici e negli hub messi a disposizione dall’ASL?

L’accordo chiarisce che è il medico di medicina generale a doversi procurare l’anestesista, a sue spese. Le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) dovranno provvedere da sole. Questo vale anche per le strutture messe a disposizione dall’ASL che dovrebbero essere fornite solo della logistica infermieristica. Questo punto dell’accordo mi sembra assurdo. Mentre noi veniamo pagati 6 euro a vaccino, i medici dipendenti dell’ASL vengono pagati 40 euro l’ora, e qualcuno, come i medici delle USCA, anche 70 euro, e poi non vogliono pagarci l’anestesista che ci consentirebbe di vaccinare in sicurezza. Il problema è legato alla convenzione. L’anno scorso, nel momento più critico dell’epidemia, noi medici di medicina generale chiedemmo alle ASL di fornirci mascherine sufficienti, un presidio semplice e necessario. Ci risposero: “voi non siete dipendenti dell’ASL, non possiamo darvi quello che ci chiedete”. La conseguenza fu una strage: 337 medici di medicina generale morti in parte anche per mancanza dei dpi. Stanno commettendo lo stesso errore non fornendoci l’anestesista. La convenzione non comporta un rapporto di dipendenza ma comunque facciamo parte del Sistema Sanitario Nazionale. Oserei dire che noi siamo il Sistema Sanitario Nazionale, perché mentre gli ospedali sono una cura di secondo e terzo livello, siamo noi ad occuparci della cura di primo livello. La Sanità vera è la nostra, siamo noi che stiamo al fianco del paziente, siamo noi che partecipiamo alla sua quotidianità offrendogli un servizio costante e continuo”.

- Quale piattaforma utilizzate per la registrazione del paziente?

“Sulla piattaforma SINFONIA c’è una sezione dedicata a noi medici di medicina generale, sezione a cui possiamo accedere solo noi. Abbiamo un link con le credenziali che utilizziamo per accedere a SINFONIA e controllare i risultati dei tamponi e i dati anagrafici e clinici dei pazienti”.

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