Martedì, 15 Giugno 2021
Salute

Vaccini dai medici di famiglia, il segretario Comegen: “Ci hanno lasciato senza dosi”

“Se non ci forniranno le fiale necessarie, rischiamo di non poter effettuare i richiami e di non vaccinare i pazienti non deambulanti che attendono ancora la prima dose a domicilio”. L’intervista al dott. Francesco Papulino

Isole covid free entro fine di maggio, vaccini ai 50enni e ai lavoratori del settore dei trasporti, ma resta ancora da completare la vaccinazione di alcuni soggetti fragili come gli over 80 e i disabili non deambulanti. E’ il paradosso della campagna vaccinale in Campania che da un lato prosegue a gran velocità superando le 50mila somministrazioni al giorno, ma dall’altro non riesce a recuperare i ritardi accumulati per alcune categorie. Inoltre, la priorità data ai grandi hub vaccinali ha comportato la mancata o insufficiente fornitura di vaccini ai medici di medicina generale che ora rischiano di non poter effettuare i richiami ai loro pazienti. Ne abbiamo parlato con il dott. Francesco Papulino, segretario della Comegen (Cooperativa dei medici di famiglia dell'ASL Na 1).

“Da quando ho aderito alla campagna come medico vaccinatore - racconta il dott. Papulino a NapoliToday -, ho cercato di vaccinare quanti più pazienti possibili, dando la precedenza ai miei assistiti fragili e non deambulanti. Fino ad ora ho ricevuto 5 fiale di Moderna, per un totale di 55 dosi, e 3 di Pzifer, per un totale di 18 dosi. Da venerdì devo iniziare i richiami ai miei assistiti fragili, inoltre, devo ancora vaccinare a domicilio con la prima dose alcuni pazienti non deambulanti, ma ho terminato le fiale. Il 27 aprile ho fatto richiesta via email all’ASL, insieme ad un’altra 30ina di medici di medicina generale, delle dosi per i richiami e di quelle per i nuovi vaccini. Martedì ci siamo recati tutti e trenta all’hub della Mostra d’Oltremare dove siamo stati respinti: ci hanno detto che non eravamo nell’elenco e che quindi non potevamo averle. Ce ne siamo dovuti andare con le borse frigo vuote. Tornati in studio, abbiamo subito inviato una pec all’ASL per denunciare l’accaduto: dopo poco ci hanno chiamato per comunicarci che venerdì potevamo recarci alla Mostra d’Oltremare per ritirare solo le dosi per i richiami, non quelle per le nuove vaccinazioni. Speriamo di ricevere almeno quelle. In caso contrario, dovrà essere l’ASL a prendere in carico i nostri pazienti per la somministrazione delle seconde dosi, sarà loro la responsabilità legale. Ma resta il problema dei non deambulanti che aspettano ancora le prime dosi a domicilio: se i medici di famiglia non saranno riforniti delle nuove fiale, questi pazienti rischiano di non essere vaccinati”. “La medicina generale - prosegue il dott. Papulino - si è messa a disposizione sin da subito. Più di 200 medici hanno aderito attivamente alla campagna come vaccinatori dei propri pazienti. Ognuno di noi, nonostante le condizioni paradossali (ricordo che l’ASL non ci ha fornito aghi, né siringhe, né disinfettanti, tutto questo materiale necessario per le vaccinazioni è a carico nostro), avrà fatto, sino ad ora, almeno un centinaio di vaccini. Oltretutto abbiamo vaccinato i pazienti “più difficili”, quelli a domicilio. Ci siamo attivati in maniera autonoma per trovare uno spazio idoneo in cui vaccinare in sicurezza i nostri pazienti, qualche settimana fa abbiamo siglato un accordo con Federfarma Napoli per poter utilizzare il loro ambulatorio polispecialistico al Parco San Paolo come hub vaccinale, lo abbiamo rifornito di tutto il materiale necessario, ma non possiamo inaugurarlo se non arriva l’autorizzazione dell’ASL, autorizzazione che stiamo ancora aspettando. La medicina generale è scesa al fianco del Sistema Sanitario Nazionale per collaborare, ma è stata messa da parte. Noi medici di medicina generale abbiamo scelto di vaccinare per un atto di dovere nei confronti della Comunità e dei nostri pazienti. I nostri pazienti vogliono essere vaccinati da noi perchè hanno più fiducia in chi li segue da anni, ma, purtroppo, non possiamo garantire loro un servizio adeguato perché siamo stati lasciati ai margini di questa campagna vaccinale”.

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