Venerdì, 14 Maggio 2021
Salute

Nuovo hub vaccinale al Parco San Paolo, il medico di famiglia: “Qui vaccineremo i nostri pazienti”

“Il sito ci è stato messo a disposizione da Federfarma Napoli e sarà inaugurato nei prossimi giorni”. L’intervista al Segretario della Comegen

Sono oltre 200 (su 500) i medici di Medicina generale dell’ASL NA 1 che hanno scelto di vaccinare i propri pazienti a domicilio, presso i propri studi o in strutture dedicate. Oltre ai 4 siti vaccinali attivi presso la Mostra d’Oltremare, la Fagianeria del Museo di Capodimonte, il Museo Madre e la Stazione Marittima, saranno presto attivi anche alcuni mini-hub dove i medici di famiglia vaccineranno i loro pazienti. Ad occuparsi della scelta dei locali, dell’acquisto del materiale necessario e dell’organizzazione sono singole Associazioni o Cooperative di camici bianchi convenzionati con l’ASL NA 1 che hanno deciso di attivarsi in autonomia per trovare nuovi siti dove effettuare le vaccinazioni. Tra queste c’è la COMEGEN che, grazie a un accordo con Federfama Napoli, inaugurerà presto un hub vaccinale presso il Parco San Paolo nel quartiere di Fuorigrotta. Si tratta dell’ambulatorio polispecialistico che la Federazione dei farmacisti napoletani ha messo a disposizione della Cooperativa. L’intervista di NapoliToday al Segretario della Comegen, il dott. Francesco Papulino.

- Dott. Papulino, quando sarà inaugurato il nuovo hub vaccinale?

“Siamo in attesa dell’autorizzazione dell’ASL NA 1. Dovrebbe arrivare la settimana prossima. Siamo riusciti ad ottenere questo locale, nel Parco San Paolo, grazie a un accordo tra la Comegen e Federfarma Napoli. La Federazione ci ha messo gentilmente a disposizione il suo ambulatorio polispecialistico per darci l’opportunità di vaccinare i nostri assistiti. E’ un locale molto ampio, con una sala vaccinazione, una sala di attesa e una sala post-vaccino. Noi ci auguriamo che sia attivo entro una decina di giorni”.

- Chi vaccinerà in questo nuovo sito?

“I medici della Comegen e tutti i medici che ne faranno richiesta. Chi vuole vaccinare presso questo sito è ben accetto, basta che abbia spirito collaborativo. L’organizzazione dei turni e degli orari non sarà semplice. Ogni medico riesce ad effettuare, oggi, 11 vaccini in 4 ore. Per inoculare la dose ci vogliono 30 secondi, il problema è l’iter burocratico legato alla vaccinazione: ogni medico vaccinatore deve caricare, in simultanea con l’atto della vaccinazione, il consenso informato, l’autorizzazione, il lotto del vaccino, l’anamnesi, raccogliere queste informazioni in una cartella e inviare tutto al sito. La procedura è lunga e laboriosa, fa perdere tempo”.

- Quante vaccinazioni riuscirete a fare?

“Dipende da quanti medici aderiranno. Io credo che ogni medico non riuscirà a somministrare più di 12 o 18 dosi di Pfizer (da ogni flaconcino si ottengono 6 dosi), e più di 11 o 22 dosi di Moderna o di AstraZeneca (da ogni flaconcino si ottengono 11 dosi)”.

- Come conserverete il vaccino Pfizer che necessita di una temperatura compresa tra i -90 °C e i-60 °C?

“Le dosi di vaccino Pfizer che ci stanno arrivando allo studio sono già scongelate. Dal momento in cui viene scongelato il flaconcino, può essere conservato per 5 giorni a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C. Prima dell’uso, il vaccino nel flaconcino chiuso può essere conservato fino a 2 ore a una temperatura non superiore a 30 °C. Fino ad ora, presso il mio studio ho somministrato 18 dosi (3 flaconcini da 6). Tornando alle adesioni: per ora hanno aderito 12 medici. Potrebbero aderire molti di più, ma c’è un problema: la lontananza dal distretto di competenza. I medici della Comegen lavorano su tutto il territorio cittadino (50 soci sono a Fuorigrotta, 25 a Pianura, una parte al Vomero e il restante nel centro di Napoli), recarsi in un locale lontano dal proprio distretto può essere problematico sia per loro che per i pazienti. Anche se il Parco San Paolo è un sito facilmente raggiungibile perchè non lontano dalla tangenziale e dispone di un ampio parcheggio”.

- Quali vaccini state somministrando ai vostri pazienti?

“Abbiamo ricevuto sia dosi di Pfizer che dosi di Moderna. Di AstraZeneca io ho ricevuto 40 dosi che, però, ancora non ho somministrato. Per ora sto raccogliendo le adesioni: dovendo somministrate necessariamente 11 dosi, ho bisogno di avere 11 adesioni per poter fare una seduta vaccinale. Ad oggi ho raccolto solo 5 adesioni. Le dosi di Johnson&Johnson, invece, dovrebbero arrivare nei prossimi giorni. Il primo carico è stato sbloccato dall’Aifa due giorni fa, siamo in attesa di riceverli, ma anche questo vaccino, come quello di AstraZeneca, potrà essere somministrato solo agli over 60”.

- Oltre ai vaccini, cos’altro vi fornisce l’ASL?

“Niente. Tutto il necessario per effettuare le vaccinazione è a carico nostro, a cominciare dagli aghi e siringhe. Il locale, messo a disposizione da Federfarma, essendo un ambulatorio specialistico è già in parte attrezzato, ma quello che manca è tutto a nostro spese. Per ogni vaccinazione il medico di medicina generale viene pagato 6 euro lordi, quindi 3 euro e mezzo netti (con il 45% di tassazione) che diventano circa 2 euro, perchè deve acquistare aghi, siringhe, disinfettanti, materiali di consumo, ecc. Tra l’altro qualcuno di noi, come me, ha deciso di pagare una segretaria per sbrigare l’iter burocratico relativo a ogni paziente, che va gestito, come ho detto prima, in simultanea con le vaccinazioni. Quindi, in pratica, stiamo facendo le vaccinazioni a titolo gratuito”.

- Sarà presente l’anestesista nel nuovo centro vaccinale?

“Spero di sì. Abbiamo trovato un anestesista disponibile che, ovviamente, dovrà essere pagato da noi, come prevede l’accordo tra la Regione e i medici di Medicina generale. Per questo dobbiamo prima capire quanti medici vaccineranno in questo nuovo centro; in base a questo valuteremo se saremo in grado di pagare o meno la quota che spetta all’anestesista. Va detto che molti hub vaccinali, come anche i farmacisti, che presto vaccineranno, non hanno un anestesista a disposizione. Io ritengo, invece, che la presenza di questo specialista sia necessaria per garantire una vaccinazione in sicurezza”.

- Quanti dei suoi assistiti, appartenenti alla categoria dei fragili, devono essere ancora vaccinati?

“Sono pochi. Il problema non è questa categoria di pazienti (ultraottantenni, soggetti con patologie gravi, immunodepressi, ecc.) che costituisce una fetta piccola dei nostri assistiti, il 70% del totale è costituito da soggetti tra i 18 e i 60 anni. Questo nuovo hub va guardato in questa ottica, in prospettiva futura: quando a giugno partiremo con le vaccinazioni ai soggetti tra i 18 e i 60 anni, saremo già pronti per accoglierli. E’ impensabile vaccinare tutti questi assistiti in uno studio medico. Stiamo aprendo ora questo sito vaccinale per non trovarci poi in difficoltà. Preferiamo affrontare e risolvere ora le problematiche legate alla convivenza di più medici, alla gestione del flusso di pazienti, ecc, piuttosto che ritrovarci a giugno con l’acqua alla gola. Non avendo a disposizione, come nell’hub della Mostra d’Oltremare, il personale della protezione civile, il personale sanitario, infermieri, portantini, il personale addetto alle registrazioni, ecc., l’organizzazione è sicuramente più difficile, ma con il giusto impegno e un pò di collaborazione tra di noi, riusciremo a rende questo nuovo sito vaccinale performante. Certo, se ci avessero accolto in uno dei padiglioni della Mostra d’Oltremare, sarebbe stato tutto molto più semplice, ma questa cosa non è stata voluta, l’ASL non ha voluto collaborare nello stesso sito con la Medicina generale”.

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