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Salute

Vaccini, la denuncia di una paziente fragile: “Io diabetica e non deambulante convocata alla Mostra d’Oltremare”

“Una persona fragile come me non può essere trattata così”. Le parole di rammarico di Antonella

Antonella, 58enne napoletana, è una paziente fragile, diabetica con complicanze, ipovedente ed ipertesa. Come previsto dall’accordo siglato con la Regione Campania, il medico di famiglia ha registrato la sua assistita sulla piattaforma SINFONIA come soggetto fragile e non deambulante, richiedendo per lei il vaccino a domicilio. Ma a quanto pare qualcosa è andato storto. L’altro ieri è arrivato ad A.C. un sms dall’ASL NA 1: “E’ convocata per giovedì alle ore 19.00 al Vaccine center della Mostra d’Oltremare, padiglione 1”.

Soffro di diabete da anni - ci racconta Antonella -. La malattia mi ha reso ipovedente, oltre che ipertesa. Per noi diabetici il Covid è un nemico importante. Non esco da un anno per paura di ammalarmi, e dovrei uscire per farmi il vaccino? Mi sembra assurdo. Quando mi è arrivato l’sms, martedì alle otto di sera, ho subito chiamato il mio medico di famiglia per chiedere cosa avrei dovuto fare. Lui mi ha risposto dicendomi che mi aveva registrato sulla piattaforma regionale come paziente fragile non deambulante, quindi, mi spettava la somministrazione del vaccino a domicilio. Mi ha, inoltre, detto che l’ASL non gli aveva fornito alcun riferimento, email, numero di telefono da poter contattare in caso di problemi o errori del sistema o di chi ne è responsabile. Così ho dovuto aprire la mia agenda e provvedere da sola. Facendo la giornalista da oltre 30 anni, ho diversi contatti nella sanità campana. Dopo diverse telefonate sono riuscita ad ottenere la cancellazione dell’appuntamento: ora sono in attesa di una telefonata in cui mi comunichino quando potrò essere vaccinata a domicilio. Di casi come il mio ce ne sono tanti, una storia simile vede protagonista la mamma di un mio caro amico, di 78 anni, malata da 10 anni: anche lei come me è stata convocata per oggi alle 19 al padiglione 1 presso la Mostra d’Oltremare. Non esce di casa da un anno, e come me, non si potrà recare all’appuntamento. Questi episodi fanno capire che manca un’organizzazione, non c’è alcuna comunicazione tra i vari operatori impegnati nelle vaccinazioni e, soprattutto, non c’è nessuno che legge le schede anamnestiche del paziente. Se qualcuno avesse letto la mia, non mi avrebbero mai inviato quell’sms. Io sono riuscita ad ottenere una cancellazione dell’appuntamento solo perché ho contatti, ma un comune cittadino cosa avrebbe potuto fare al mio posto, chi avrebbe potuto contattare, se l’ASL non fornisce neanche un riferimento al medico di famiglia?". 

"La Regione - conclude Antonella - accelera sui vaccini, ma lo fa senza alcun criterio. Una persona fragile come me, non deambulante, non può essere convocata per fare il vaccino in una delle strutture dell’ASL alle 19 di sera. Come sarei arrivata alla Mostra d’Oltremare? E se avessi avuto delle reazioni avverse dopo il vaccino, a quell’ora dove sarei andata? Un paziente che ha fragilità come le mie non può essere trattato così”.

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