Salute

Terza dose di richiamo, il medico di famiglia: “In autunno rischio accavallamento con il vaccino antinfluenzale”

"Il caos informativo e comunicativo degli ultimi giorni ha reso i cittadini nuovamente impauriti e disorientati. Ci auguriamo che a parlare in futuro sia una voce univoca e con competenze medico-scientifiche, e che questi errori di comunicazione non si ripercuotano anche sulla campagna vaccinale antinfluenzale". Le dichiarazioni del Segretario Comegen

Dopo il caso della 18enne di Genova morta per trombosi e le perplessità sollevate da alcuni esperti della comunità scientifica, il Ministero della Salute, alla luce delle indicazioni del CTS, ha aggiornato per la terza volta dall’inizio dell’anno, le "raccomandazioni" riguardo l'utilizzo del vaccino anglo-svedese: AstraZeneca sarà utilizzato solo nei soggetti di età uguale o superiore ai 60 anni; agli under 60, che hanno già fatto la prima dose con questo vaccino, sarà, invece, somministrata la seconda dose con un vaccino a mRna (Pzifer o Moderna) dopo 8/12 settimane. A sostenere tale decisione due studi clinici pubblicati nelle ultime settimane condotti in Spagna e in Inghilterra, che mostrano buoni risultati in termini di risposta anticorpale e sicurezza. Per Johnson&Johnson, anch’esso a vettore virale come AZ, resterà, invece, valida la "raccomandazione" ad utilizzarlo negli over 60 poiché i casi di trombosi sono meno frequenti. Il ritorno del caso “AstraZeneca” e il caos comunicativo degli ultimi giorni hanno scatenato l’ira di numerosi esponenti politici e governatori delle Regioni, tra cui Vincenzo De Luca. Il Governatore della Campania, che in un primo momento si era opposto alle indicazioni del CTS sospendendo per gli under 60 la somministrazione di un vaccino diverso da quello della prima dose, in seguito alle informazioni rassicuranti sulle seconde dosi eterologhe, giunte dal Ministero della Salute, ha fatto, poi, ripartire il 16 giugno la campagna AZ che proseguirà con le seconde dosi ogni lunedì e mercoledì delle prossime settimane.

Il clima di incertezza e il caos comunicativo sul mix vaccini hanno reso i cittadini nuovamente disorientati e preoccupati, "condizione che - denuncia il Segretario della Comegen (Cooperativa dei medici di famiglia dell'ASL Na 1) - potrebbe trascinarsi fino all’autunno quando partirà la campagna vaccinale antinfluenzale e comincerà, contemporaneamente, anche la somministrazione delle terze dosi di richiamo". “Abbiamo iniziato in questi giorni a preparare la campagna antinfluenzale prevista per settembre/ottobre. Entro il 30 giugno - spiega il dott. Francesco Papulino a NapoliToday - dobbiamo consegnare all’ASL gli elenchi con i pazienti vaccinabili. Ognuno di noi presenterà un elenco di circa 300/400 nominativi, tra anziani e soggetti fragili. Il rischio che corriamo è un accavallamento dei vaccini: in autunno dovrà essere somministrato non solo il vaccino antinfluenzale ma anche la terza dose di Pzifer o di Moderna a chi ha ricevuto la prima dose tra gennaio/febbraio. Il ritorno del caso “AstraZeneca” ha disorientato i cittadini rendendoli nuovamente preoccupati e diffidenti nei confronti dei vaccini. Quindi, parallelamente alla campagna vaccinale, ci attende anche una campagna di sensibilizzazione rivolta ai nostri pazienti per far sì che tornino ad avere fiducia nei vaccini e nella Scienza. Vorrei aprire una piccola parentesi sui vaccini antinfluenzali: anche questi sono vaccini a vettore virale, come AstraZeneca e Johnson&Johnson, ma a differenza di questi ultimi hanno un’efficacia più bassa, intorno al 65%. Non hanno mai causato effetti collaterali, neanche minimi come il dolore in sede di inoculazione, perchè sono ormai utilizzati da anni: al loro interno vi è un mix di 4/5 virus attenuati (adenovirus) o spezzettati (a subunità); ogni anno viene poi aggiunto un virus nuovo, potenzialmente pericoloso. Come si fa ad individuarlo? Le grosse influenze nascono sempre nei Paesi che hanno un’alta densità di popolazione (India, Cina, ecc.) e dove gli abitanti stanno a stretto contatto tra loro e con scarsa igiene, o a stretto contatto con gli animali. Molte influenze nascono da questa commistione di fattori. Nel 2009-2010 l’Italia è riusciuta ad evitare un’altra pandemia influenzale, quella causata dal virus H1N1, la suina, pandemia di gran lunga peggiore di quella in corso. Il Covid-19 si è diffuso a livello planetario perchè ha un’alta contagiosità: il soggetto prima di sviluppare la malattia già è contagioso, emette il virus, e, quindi, lo trasmette quando sta ancora bene. Riguardo la campagna antinfluenzale di ottobre abbiamo numerose perplessità e preoccupazioni: in autunno speriamo di poterci occupare noi, medici di famiglia, della somministrazione ai nostri pazienti non solo del vaccino antinfluenzale ma anche delle terze dosi di richiamo; questo creerà sicuramente problemi nell'organizzazione e nella logistica, bisognerà, quindi, far sì che l’approvvigionamento non sia spezzettato né frammentato, ma il rischio che si crei il caos è alto; ogni anno abbiamo sempre avuto problemi”. Sul rischio di un’incompatibilità tra i due vaccini, antinfluenzale e anti-Covid, il dott. Papulino rassicura: “Noi medici di famiglia siamo concordi nel non somministrarli insieme. Speriamo di ricevere il prima possibile il vaccino antinfluenzale, così, una volta somministrato, dopo almeno 20 giorni, potremo procedere con la terza dose di richiamo del vaccino anti-Covid. Speriamo, quindi, che si rispettino le scadenze e parta in tempo la campagna vaccinale antinfluenzale. Su una eventuale incompatibilità  tra i due vaccini - precisa il medico di famiglia - non ci sono studi né evidenze scientifiche, ma per scongiurare effetti collaterali, preferiamo evitare di somministrarli insieme”. Riguardo la raccomandazione di non somministrazione la seconda dose del vaccino AstraZeneca agli under60, "rispettiamo - prosegue Papulino - quel che è stato deciso dal Ministero, ma ci auguriamo che questa “cattiva” comunicazione non si verifichi più in futuro. Il continuo cambio di rotta ha causato disorientamento nella popolazione e alimentato incertezza nella campagna vaccinale. I cittadini sono impauriti e disorientati, e chiedono a noi, medici di famiglia, info e rassicurazioni: noi siamo il front office di questa campagna vaccinale, dobbiamo limitare i danni causati da errori di comunicazione e di valutazione; spesso non sappiamo neanche come cavarcela per mediare e rassicurare i nostri pazienti, e non rischiare che questi cittadini non si vaccinino più. Ci auguriamo, quindi, che il caos informativo e comunicativo degli ultimi giorni non si verifichi più, e speriamo che le ultime decisioni prese non si ripercuotano anche sulla campagna vaccinale antinfluenzale. Ci auguriamo che in futuro - conclude il Segretario della Comegen - a parlare sia una voce univoca e con competenze medico-scientifiche”.

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