Tendinopatia achillea, quali sono i sintomi e come si cura

“Questo disturbo si manifesta con un dolore, acuto o cronico, in corrispondenza del tendine di Achille. Non va trascurato perché può portare alla rottura del tendine stesso”. L’intervista al dott. Valerio Esposito

Dott. Valerio Esposito

Un disturbo molto frequente che colpisce perlopiù sportivi, ma anche chi indossa spesso calzature inadeguate e chi soffre di artrite reumatoide. Come indica anche il nome, la tendinopatia achillea è l’infiammazione del tendine che unisce i muscoli del polpaccio al calcagno (o tallone). Questo tendine – detto di Achille - ha un ruolo fondamentale nell’atto deambulativo in quanto trasmette la forza derivata dalla contrazione muscolare del polpaccio al segmento scheletrico del piede e della caviglia. E’ indispensabile, quindi, per camminare, saltare e correre. La sua infiammazione si manifesta con un dolore bruciante e gonfiore in corrispondenza del tendine in questione, senso di rigidità a carico dell'articolazione collegata e difficoltà a muovere il muscolo a cui appartiene il tendine. Trattare tempestivamente questo disturbo è fondamentale, perché se trascurato può portare alla rottura del tendine stesso. Ma come si cura questa infiammazione? E in che modo la si può prevenire? NapoliToday lo ha chiesto al dott. Valerio Esposito, fisioterapista esperto in riabilitazione ortopedica e sportiva.

Cos’è la tendinopatia achillea e con quali sintomi si manifesta?

Con il termine “tendinopatia” intendiamo una sofferenza del tendine che può essere dovuta ad una peritendinite (infiammazione dell’estremità del tendine) nella gran parte dei casi, ad una tendinopatia da over stress o ad una tendinosi (degenerazione del tendine). La tendinopatia dell'achilleo (IAT) è una patologia dolorosa, acuta o cronica, del tendine di Achille. Può colpire sia il punto in cui il tendine si lega al calcagno sia il core dello stesso tendine. La sintomatologia si può riprodurre sia in prossimità della giunzione osseo-tendinea (tendinopatia inserzionale) che a 2.6 cm dalla stessa”.

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Quali sono le cause?

“L'eziologia della tendinopatia dell'achilleo è probabilmente multifattoriale e può includere l'avanzare dell'età, l'obesità, una postura errata, l'ipertensione, il diabete, l'iperpronazione e l'uso di steroidi, per fare qualche esempio. In particolare, negli atleti la comparsa della tendinopatia dell'achilleo può anche essere influenzata da cattive abitudini di allenamento, fra cui un allenamento eccessivo, su superfici rigide o inclinate e cambi repentini nel programma”.

Quali sono i soggetti più a rischio?

“I podisti rappresentano il più ampio gruppo di pazienti affetti da dolore cronico al tendine d'Achille. L'incidenza annuale di tendinopatia dell'achilleo fra gli atleti è di circa l'8%. Ma gli stessi problemi sono riscontrati da persone con tutti i livelli di attività e di tutte le fasce d’età”.

Come si cura e che ruolo ha la fisioterapia?

“Per quanto riguarda il trattamento dobbiamo scindere due fasi, quella acuta e quella cronica. Nella prima il giusto riposo, l’applicazione del ghiaccio e lo stretching sono il giusto mix per evitare problemi tendinei. Nella fase cronica, seguiamo le linee guida del P.H.I.T(Accademia Terapia Fisica e Strumentale), quindi utilizziamo laser superpulsato e onda d’urto, alternandole, a cui associamo esercizi eccentrici e dal giusto carico che favoriscono la riduzione della sintomatologia fino alla sua completa regressione. In alcuni casi è consigliabile l’uso del plantare per detendere il tendine e diminuire la pressione sullo stesso”.

Quali sono i tempi di recupero?

“Si può variare da un minimo di due settimane (fase acuta) ad un massimo di tre-sei mesi. Se, invece, siamo in presenza di una tendinopatia tendinosica (degenerazione del tendine) occorrono cicli di terapia ogni 6-8 mesi”.

Come si può prevenire questo disturbo?

“La ricetta per una prevenzione ottimale è costituita da una ginnastica posturale che ha l’obiettivo di eliminare scompensi e quindi carichi eccessivi sul tendine, esami barapodometrici e, per gli sportivi, test specifici per vedere eventuali variazioni dinamiche dell'appoggio plantare che si riflettono sul tendine”.

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