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Covid-19, una petizione per la cura al plasma: "Può salvare molte vite"

L'iniziativa di Medici senza carriere a Quarto per l'apertura di una banca del plasma: "Ha costi bassi e nessun effetto collaterale. Ci sono evidenze scientifiche internazionali"

 

Della cura al plasma abbiamo sentito molto parlare durante la prima ondata della pandemia di Covid-19. Quando la medicina brancolava nel buio, sembrava ci si potesse aggrappare come soluzione almeno temporanea per migliorare le condizioni dei pazienti più gravi, ma il termine plasma è scivolato in fondo all'agenda scientifica e mediatica. 

Oggi, da Quarto, parte una petizione per chiedere l'apertura di una banca del plasma sul territorio dell'Asl Napoli 2. A portarla avanti è Antonella Cicale, medico di famiglia e segretaria cittadina di Medici senza carriere: "Ho risposto a una sollecitazione giunta dalla giornalista Giovanna Di Francia - spiega - perché ritengo che questa terapia possa essere molto utile a salvare vite". 

Iniettando nel paziente il plasma iperimmune proveniente da una persona che è guarita dal virus, si fortifica il sistema immunitario dell'ospite. In Italia, il pioniere della terapia è Giuseppe De Donno, primario di Pneuomatologia dell'Ospedale Carlo Poma di Mantova. Sulla sua utilità si dibatte ancora oggi: "Ci sono evidenti dati scientifici che vengono dall'Italia, dalla Cina e dagli Stati Uniti - afferma la Cicale - he ci mostrano come con questo trattamento i pazienti abbiano rapidi miglioramenti. De Donno ha trattato 60 pazienti con bassissima mortalità. Costa pochissimo, perché la materia prima viene donata gratuitamente dalle persone convalescenti e ogni sacca può arrivare al costo di circa 80 euro. Inoltre, non ha effetti collaerali". 

Costa poco, ha effetti immediati, non ha controindicazioni. Tre elementi che fanno sorgere interrogativi sul perché il plasma non sia più pubblicizzato: "E' stata una grossa mancanza - prosegue il medico - in Campania ci sono solo due banche: al Cotugno e ad Aversa. Non sono sufficienti per garantire cure a chi ne ha bisogno. Inoltre, la popolazione non è stata sensibilizzata a donare. Eppure, in attesa del vaccino, il plasma potrebbe salvare molte persone spacciate". 

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