Papillomavirus: la scoperta della Federico II sui ruminanti

Per la prima volta al mondo è stato dimostrato il passaggio tra specie diverse

Il salto di specie tra grandi e piccoli ruminanti del Papillomavirus è stato dimostrato. È il risultato dello studio della Veterinaria della Federico II, peraltro approdato su Scientific Reports, rivista di Nature.

Inoltre, sempre per la prima volta al mondo, il gruppo di ricercatori napoletani ha documentato la patogenicità che il virus mantiene nella nuova specie, oltre che la sua capacità di produrre un'infezione.

Si tratta di uno studio condotto su lesioni prali di agnelli, queste prodotte da papillomavirus bovino tipo 2 (BPV-2) e tipo 13 (BPV-13), un caso mai precedentemente riportato in questa specie dal punto di vista clinico.

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Si tratta di un traguardo importante, al di là anche del riconoscimento da parte di Scientific Reports e del gruppo Nature: la scoperta apre infatti nuovi orizzonti dal punto di vista epidemiologico, perché gli ovicaprini vivono a stretto contatto o spesso in promiscuità con i bovini. Il documentato passaggio transplacentare, con conseguente infezione fetale – inoltre – apre le porte a nuovi potenziali traguardi per lo studio dell'ipofertilità negli animali domestici provocate da cause infettive finora sconosciute.

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