Salute

Osteite pubica, quali sono i sintomi e come curarla: risponde l’esperto

“Si manifesta con dolore urente e bruciore nella zona inguinale, e riguarda il 14% dei pazienti che soffrono di pubalgia". L’intervista al dott. Valerio Esposito

Dott. Valerio Esposito

L’osteite pubica è una delle principali cause di dolore inguinale. Una patologia invalidante che colpisce soprattutto gli atleti e può compromettere anche la capacità di movimento, come lo stare in piedi o il camminare. Si tratta di un’infiammazione che colpisce la sinfisi pubica (cioè l'articolazione di tipo cartilagineo che mette in comunicazione il corpo del pube di destra con il corpo del pube di sinistra) e può causare dolore, più o meno intenso, mentre si cammina o nei cambi di posizione, soprattutto a letto. A scatenare l’infiammazione è un sovraccarico o una serie di microtraumi ripetuti nel tempo. Ma come riconoscere l’osteite? Come viene trattata? E quali sono i tempi di recupero? Ne abbiamo parlato con il dott.Valerio Esposito, fisioterapista esperto in riabilitazione ortopedica e sportiva.

- Cos’è l’osteite pubica?

“Per osteite pubica intendiamo un’infiammazione della sinfisi pubica e delle inserzioni circostanti dei muscoli adduttori e addominali. La sinfisi pubica è un’articolazione anfiatrodiale che connette le due ossa pubiche attraverso un disco articolare fibrocartilagineo. Questa patologia tende a svilupparsi principalmente tra la terza e quarta decade di vita con un rapporto di 5:1 maschio-donna. L’osteite pubica, secondo un importante studio internazionale, riguarda il 14% dei pazienti che soffrono di pubalgia”.

- Quali sono i sintomi?

“I sintomi spesso sono caratterizzati da dolore urente con bruciore in zona inguinale spesso esacerbato da sollecitazioni dinamiche quali corsa calci e movimenti laterali, oltre che da posizioni di accovacciamento. Inoltre, nelle fasi acute anche un semplice starnuto o un accenno di tosse possono provocare il dolore”.

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- Quali sono le cause?

“Le cause sono molteplici. Molto spesso ne soffrono le persone che hanno subìto un intervento ginecologico o urologico. Oltre a questo, l’abuso di farmaci, una gravidanza, un parto o stress ripetuti sull’articolazione possono scatenare quest’infiammazione”.

- Come viene diagnosticata?

“Oltre a una valutazione clinica, caratterizzata da test manuali, è utile una valutazione diagnostica. Gli esami maggiormente consigliati in questo caso sono la Rmn, spesso associata ad un Rx del bacino per scongiurare microlesioni ossee”.

- Quali sono le opzioni terapeutiche?

“Spesso le opzioni terapeutiche sono rappresentate da un approccio conservativo. Oltre all’assunzione di farmaci antinfiammatori ha un ruolo fondamentale la fisioterapia”.

- Che ruolo ha il fisioterapista?

“L’iter terapeutico ideale è rappresentato dalla combo dell’onda d’urto associata all’esercizio terapeutico. L’onda d’urto con la sua capacità neoangiogeneteica è in grado di riparare il tessuto infiammato. L’esercizio terapeutico è, invece, ottimale per riprodurre la gestualità della vita quotidiana, sia in un soggetto normale che in uno sportivo professionista”.

- Quali sono i tempi di recupero?

“I tempi di recupero con un corretto approccio diagnostico e clinico possono variare dalle 3 alle 5 settimane”.

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