Morbo di Crohn, quali cibi mangiare e quali evitare: i consigli della nutrizionista

“È fondamentale non solo fare attenzione ai cibi che si mangiano, ma anche a come si cuociono. A questo proposito è bene sapere che, in presenza di malattie infiammatorie a livello gastrointestinale, i fritti vanno assolutamente evitati!”. L’intervista alla dott.ssa Marialuisa Alliegro

La dott.ssa Marialuisa Alliegro

Il Morbo di Crohn è un’infiammazione cronica che colpisce prevalentemente l’intestino, ma può interessare anche altri tratti dell’apparato gastrico, dalla bocca all’ano. Di solito riguarda il tratto finale dell'intestino tenue e il colon, raramente, può interessare anche il duodeno, il cieco, lo stomaco, l’esofago e la bocca. A soffrire di patologie infiammatorie croniche intestinali, in Italia, sono circa 150.000 persone, di queste il 30-40% ha il Morbo di Crohn. Questa malattia è caratterizzata da ulcere e perforazioni che si creano sul tubo digerente a causa dell'infiammazione. Chi ne soffre alterna periodi in cui si manifestano sintomi più o meno intensi (fase acuta), a periodi in cui i disturbi sono assenti o molto lievi (fase non acuta o remissiva). In questa ultima fase la frequenza delle riacutizzazioni e la durata dei periodi di remissione sono influenzati molto dalla cura della malattia. Come dicevamo prima il Morbo di Crohn è un malattia cronica, cioè che persiste nel tempo, e si manifesta soprattutto tra i 20 ed i 35 anni d’età. Le cause che la determinano non sono ancora del tutto chiare. La cosa certa è che viene annoverata tra le malattie autoimmuni, con una certa predisposizione genetica. Per questo motivo è quasi impossibile prevenirla. Ad avere, però, un ruolo importante, in presenza di questa patologia, è l’alimentazione. Una dieta mirata può ridurre i disturbi ed evitare un peggioramento delle condizioni. Ma quali sono i cibi consigliati e quelli sconsigliati quando si è affetti dal Morbo di Crohn? NapoliToday lo ha chiesto alla dott.ssa, biologa nutrizionista, Marialuisa Alliegro.

Dott.ssa, come ci si accorge di avere il Morbo di Crohn? Quali sono i sintomi?

"I sintomi del Morbo di Crohn variano in funzione della localizzazione e della gravità dell’infiammazione. I più comuni sono: diarrea cronica, dolore addominale, nausea, vomito, spossatezza, perdita di peso, febbre, possibile presenza di sangue nelle feci. Se la malattia non è opportunamente trattata, può portare a mal nutrizione con sviluppo di anemia da carenza di ferro o anemia da deficit di vitamina B12. Inoltre, a causa del malassorbimento intestinale provocato da questa patologia, si può avere ritardo della crescita nei più giovani”.

Perché insorge?

“Le cause della Morbo di Crohn sono ancora ignote, ma ci sono varie ipotesi. Si ritiene che sia una patologia multifattoriale, la cui comparsa sarebbe cioè l’esito di una serie di fattori concomitanti, quali: predisposizione genetica, alterazioni del sistema immunitario a livello intestinale, fattori ambientali come la dieta, infezioni intestinali avute in passato e il fumo. In parole povere, si ritiene che la malattia sia causata da una anomala risposta del sistema immunitario contro la flora batterica intestinale. La reazione sarebbe scatenata da fattori ambientali nelle persone geneticamente predisposte. Per la sua prevalenza nelle zone ad alta industrializzazione, è possibile pensare che la dieta e lo stile di vita possano essere delle “cause” della malattia”.

Come viene diagnosticato il Morbo di Crohn?

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“Purtroppo le procedure diagnostiche per riconoscere la malattia si avviano, spesso, molto tardi, perché è più facile associare i primi sintomi alla sindrome del colon irritabile, situazione molto frequente di cui è affetta il 30% della popolazione italiana. La diagnosi delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali si avvale dell'insieme dei dati che emergono dal quadro clinico, dalla storia del paziente, dagli esami di laboratorio, dagli esami strumentali, endoscopici ed istologici. Quanto prima viene diagnosticato, minori sono i danni che può provocare”.

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