Salute

Long Covid, quale eredità può lasciare il virus: l’intervista alla pneumologa del Monaldi

“Tosse, mancanza di respiro, stanchezza, mal di testa, palpitazioni, dolori articolari, depressione, insonnia, sono i sintomi più comuni che possono protrarsi o comparire anche dopo l'esito negativo del tampone”. La Dott.ssa Mariella D’Amato spiega cosa si sa su questa sindrome

Dott.ssa Mariella D'Amato

Sono oltre quattro milioni gli italiani che, da inizio pandemia, hanno contratto il Covid-19. Di questi, uno su due ha continuato ad avere disturbi per mesi anche dopo l’esito negativo del tampone molecolare. Tosse, mancanza di respiro, stanchezza, mal di testa, palpitazioni, dolore toracico, dolori articolari, depressione e insonnia, sono questi i sintomi più comuni che caratterizzano l’ormai nota sindrome del Long Covid (o del Covid Lungo). Una sintomatologia che può compromettere la piena ripresa delle normali attività di vita quotidiana dell’ex paziente Covid e che può riguardare non solo chi ha contratto l’infezione in forma grave ma anche i paucisintomatici e gli asintomatici. Ad oggi, sulla patologia e sulle sue conseguenze a lungo termine si sa ancora poco: negli ultimi mesi sono partiti diversi studi osservazionali che monitorano gruppi di pazienti Covid dall’atto del ricovero fino a sei mesi dalla dimissione. L’obiettivo è raccogliere dati e informazioni sulla sintomatologia del Long Covid e trovare un protocollo di cura. Ad aprile, in Campania, sono nati due progetti con questa finalità: TELEMACO (frutto di un'intesa tra l'Asl Na 3 e l’Azienda Ospedaliera dei Colli) e ANCORA (progetto cui hanno aderito tutte le Unità Operative della Regione Campania che ricoverano i pazienti Covid). Ma quali conoscenze si hanno, ad oggi, su questa sindrome? Dopo quanto tempo dalla negativizzazione al virus possono comparire i sintomi? E come vengono curati? Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Mariella D’Amato, specialista in Tisiologia e Malattie dell’Apparato Respiratorio presso l’ospedale Monaldi di Napoli (Azienda Ospedaliera dei Colli).

- Dott.ssa, cos’è la sindrome del “Long Covid” (o del “Covid lungo”)?

“E’ il protrarsi di sintomi in pazienti che sono stati affetti da Covid-19 fino a 12 settimane dopo la negativizzazione al virus. Bisogna, però, fare una distinzione: se i sintomi continuano fino a 3 settimane dopo la negativizzazione si parla di "Covid-19 post-acuto”, altrimenti di "Long Covid," un problema sanitario in crescita”.

- Quali sono i sintomi più frequenti e quali organi può coinvolgere questa sindrome?

“I sintomi multiorgano dopo la negativizzazione al Covid-19 vengono segnalati da un numero crescente di pazienti. Si va da tosse e mancanza di respiro a stanchezza, mal di testa, palpitazioni, dolore toracico, dolori articolari, limitazioni fisiche, depressione e insonnia, sintomi che colpiscono persone di età diverse”.

- Dopo quanto tempo dalla negativizzazione al virus si manifestano i sintomi? E per quanto tempo possono durare?

“Bisogna precisare che il SARS-CoV-2 resta un virus nuovo, di cui ancora poco si sa e, soprattutto, ad oggi ancora non esistono, né in Italia, né a livello internazionale, studi conclusi che abbiamo raccolto dati chiari su questa patologia. Nella maggior parte dei casi, i sintomi sono già presenti durante l’infezione e non scompaiono con la negativizzazione; in alcuni pazienti, invece, possono comparire successivamente astenia marcata, ansia e depressione e, in generale, un peggioramento della qualità della vita che può durare mesi”.

- Qual è la causa che scatena questi sintomi?

“La causa non è nota, ma il recettore d'ingresso di SARS-CoV-2, ACE2, è espresso in più tessuti e, quindi, il verificarsi di complicanze multiorgano era prevedibile”.

- Quanti ex pazienti Covid hanno avuto questa sindrome?

“Non esistendo registri o studi sistematici, non si può dire con esattezza, ma in letteratura è riportato che circa 1/3 dei pazienti lamenta uno o due sintomi, e 1 su 2 lamenta tre o più sintomi”.

- Ci sono soggetti maggiormente predisposti?

“Al momento non lo sappiamo. Dati ufficiali e studi scientifici sono necessari per rispondere a questa domanda. Sono necessari studi di coorte ampie e a lungo termine per aiutare a comprendere meglio le complicazioni e i meccanismi biologici che guidano le conseguenze sulla salute a lungo termine del Covid-19. Questi studi dovrebbero includere popolazioni diverse, con pazienti sia ospedalizzati che non ospedalizzati, sia pazienti provenienti da cure primarie che secondarie”.

- Anche chi ha manifestato sintomi del Covid più lievi o addirittura assenti, può soffrire di questa sindrome?

“Assolutamente sì. Ma al momento, come ho detto, non ci sono indicatori che ci possono aiutare a predire chi soffrirà di Long Covid”.

- Anche i bambini possono essere colpiti dal Long Covid?

“Purtroppo sì. Dati suggeriscono che il 12% -15% dei bambini può avere sintomi che durano fino a 5 settimane dopo un'infezione acuta da Covid-19. Spesso ci si trova davanti a una combinazione di una malattia acuta, spesso lieve o asintomatica, seguita da sintomi ritardati e debilitanti di Covid Lungo”.

- Come vengono trattati i sintomi del Long Covid? E quali sono i tempi di guarigione? Si guarisce completamente?

“Come ho detto, ad oggi ancora non ci sono dati certi. Pertanto, in primo luogo, gli operatori sanitari devono ascoltare i pazienti per comprendere le loro preoccupazioni, convalidare le loro esperienze e gestire i loro sintomi e comorbidità, indirizzandoli secondo necessità. Senza chiare definizioni cliniche di Covid Lungo e in assenza di test diagnostici o di trattamenti efficaci, gli operatori sanitari sono in una posizione difficile per aiutare i loro pazienti. In secondo luogo, i pazienti dimessi dovrebbero avere accesso a lungo termine all'assistenza sanitaria multidisciplinare, compresi i servizi di riabilitazione e la telemedicina, nonché il sostegno sociale e finanziario. In terzo luogo, il Covid Lungo colpisce anche i giovani adulti, quindi è giustificata un'efficace messaggistica di salute pubblica per tali individui sui rischi di infezione”.

- A fine aprile è partito il Progetto Telemaco, un'intesa operativa tra l'Asl Na 3 e l’Azienda Ospedaliera dei Colli per raccogliere dati sugli ex pazienti Covid affetti dal Long Covid…

“Il progetto nasce dall’integrazione di due differenti esperienze professionali (da un lato quella legata al servizio di telemedicina attivato dall’Asl Na 3 Sud con Antonio Lucchetti Responsabile, e dall’altro quella legata alla gestione dei pazienti affetti da Covid-19 da parte del Dipartimento di Malattie Infettive ed Urgenze Infettivologiche dell’ospedale Cotugno con il Direttore Roberto Perrella) che intendono supportare e seguire i pazienti con sintomatologia da Long Covid. Un altro progetto altrettanto importante, partito di recente, è “ANCORA”, con il Prof. Alessandro Sanduzzi Zamparelli Responsabile: si tratta di uno studio osservazionale sui pazienti Covid supportato da un’attività di monitoraggio che inizia con l’atto del ricovero e follow up, e si interrompe dopo sei mesi dalla dimissione. A questo progetto hanno aderito tutte le Unità Operative della Regione Campania che ricoverano i pazienti Covid con l’obiettivo di ottenere una fotografia chiara e dettagliata dei ricoveri e delle eventuali complicanze e cronicità che possano comparire anche successivamente alla dimissione”.

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