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Domenica, 29 Gennaio 2023
Salute

Influenza australiana, il primario del Santobono: "E' molto aggressiva. Evitate i contagi"

"Stiamo registrando 400 accessi al giorno al pronto soccorso". L'intervista al dott. Vincenzo Tipo

L'influenza australiana continua a diffondersi velocemente in tutte le fasce d’età, ma ad essere colpiti maggiormente restano i bambini sotto i 5 anni. Gli ambulatori dei pediatri di famiglia come i Pronto Soccorso degli ospedali pediatrici sono sotto pressione per i molti casi di Covid, influenza e broncholiti. Gli esperti parlano di "tri-epidemia", ovvero della rapida diffusione di tre virus in contemporanea. “Una cosa del genere - afferma Vincenzo Tipo, primario del Pronto Soccorso del Santobono - non è assolutamente usuale. In genere, quando è forte la circolazione di un virus, gli altri si ritirano in un angolino. La particolare virulenza di questa forma influenzale è sicuramente una conseguenza dell’isolamento, durante la pandemia, che ha messo a riposo forzato il sistema immunitario, ma potrebbe dipendere anche dalla tri-epidemia".

Come possiamo limitare la propagazione dei virus e proteggere i più piccoli? “Oltre al vaccino, prima arma di prevenzione - precisa Tipo -, può tornare utile tutto quello che abbiamo imparato a fare con il Covid, quindi utilizzare mascherine, lavarsi le mani, limitare la frequentazione di posti affollati. Un particolare appello, in prossimità della festività natalizie, va a quelle famiglie che hanno bimbi molto piccoli. State attenti a evitare che si contagino: più che l'influenza, per loro, è temibile la bronchiolite che, ugualmente, si sta diffondendo a macchia d'olio”. Ma vediamo quali sono i sintomi che caratterizzano l'influenza australiana e quando è il caso di portare il piccolo in ospedale.

Dott. Tipo, come si manifesta l’influenza australiana?

“E’ una sindrome influenzale molto più aggressiva di quelle degli anni scorsi. E’ caratterizzata da febbre elevata, sintomi respiratori, cefalea, dolori muscolari. Una caratteristica è la durata: superiore ai canonici 3-4 giorni e, in qualche caso, con complicanze respiratorie come bronchiti e polmoniti. Nei bambini più piccoli la difficoltà, spesso, è nel controllo della temperatura corporea”.

Come distinguere i sintomi da quelli del Covid?

“E’ praticamente impossibile, almeno nei bambini, riconoscere le due patologie soltanto dalla clinica. I sintomi, tutto sommato, sono quelli di una infezione virale. Ovviamente la presenza di altri soggetti del nucleo familiare affetti da Covid fa propendere per questa diagnosi. Devo anche dire che il Covid, almeno quest’ultima variante, presenta una febbre non così elevata e di durata inferiore (massimo 48-72 ore), mai problemi respiratori ma, frequentemente, disturbi gastrointestinali. Oggi per la grande semplicità di avere test anti-Covid rapidi e sensibili è sempre consigliato procedere all'esecuzione di un tampone, anche casalingo, alla comparsa dei sintomi descritti”.

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I casi sono in aumento in tutte le fasce d’età, ma i bambini sono i più colpiti. Qual è al momento la situazione al Santobono?

“Il Santobono sta registrando numeri di accessi al Pronto Soccorso che difficilmente sono stati toccati negli anni passati. Nello scorso fine settimana, complice anche il ponte dell’Immacolata, si è arrivati a circa 400 accessi al giorno. Tutto questo si riflette, naturalmente, sui ricoveri, per cui, allo stato attuale, l’ospedale risulta pieno in tutti i suoi posti letto. I bambini sono particolarmente colpiti perché pagano, più degli adulti, il “riposo forzato” del sistema immunitario negli ultimi due anni. Infatti, l’isolamento e la mancata scolarizzazione non hanno reso possibile l’immunità naturale (cioè il continuo ammalarsi) che fortifica tutti i bambini sani e li aiuta a combattere le infezioni stagionali”.

In quali casi bisogna portare il piccolo in ospedale?

"Per quanto aggressiva è pur sempre un’influenza. Nella maggior parte dei casi basta somministrare i farmaci antipiretici e liberare le vie respiratorie quando sono intasate da secrezioni. Ovviamente i bambini vanno seguiti dal pediatra di famiglia che, una volta visitati, saprà consigliare la migliore terapia. L'accesso in ospedale dovrebbe essere riservato ai casi più difficili o quando lo richiede il pediatra curante dopo la visita. Con rammarico devo dire che la maggior parte degli accessi che registriamo è per patologie banali, i cosiddetti codici bianchi. Per me è d'obbligo ricordare che, per quanto ampie e confortevoli, le sale di attesa del Santobono sono pur sempre luoghi chiusi dove, con centinaia di persone presenti, risulta impossibile garantire un minimo di distanziamento. Questo può essere una condizione favorevole alla rapida diffusione di forme virali”.

Come si cura l’influenza? Quando si ricorre alla terapia antibiotica?

“L'influenza è, per definizione, una malattia virale contro cui non c'è una terapia specifica come per le malattie da batteri. La terapia è sostanzialmente sintomatica: antipiretici, prodotti per la detersione delle alte vie aeree, qualche blando sedativo della tosse se questa crea disturbo alle normali attività. Un'alimentazione ricca di verdura e frutta, dalle qualità antiossidanti, e una buona idratazione orale aiutano a superare la malattia. Naturalmente in quei casi, non molto frequenti, in cui c'è il sospetto di una sovrainfezione batterica (ad esempio bronchiti, polmoniti) sarà utile anche la terapia antibiotica. Ma questa deve essere prescritta solo e solamente dal medico”.

Quanto è importante vaccinare i più piccoli? Quando è indicato il vaccino iniettivo e quando quello spray?

“Il vaccino è una fondamentale arma di prevenzione. Una vaccinazione di massa è in grado di rallentare la diffusione del contagio. I bambini vanno protetti anche perchè possono essere veicolo di trasmissione per gli adulti e gli anziani fragili. Per i bambini ci sono due formulazioni del vaccino: una classica, per via iniettiva, ed una a spray nasale. Il primo si può fare dai 6 mesi di vita, in secondo dai due anni. La sicurezza e l'efficacia sono sovrapponibili. Si tratta di virus inattivati, in quello iniettivo, e di virus vivi ma attenuati in quello a spray. Secondo alcuni lavori scientifici, la formulazione a spray, per la via di somministrazione, sarebbe in grado di stimolare la produzione di anticorpi specifici nella mucosa nasale che poi è la principale porta d'ingresso del virus”.

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