Gastroenterite, cosa mangiare e cosa evitare per combatterla

“Bisogna bere molta acqua, non digiunare, ma mangiare in bianco, privilegiando alimenti come pane, riso, pesce e carne bianca. Da evitare, invece, piatti grassi, troppo conditi e speziati”. L’intervista alla dott.ssa Ester Brucci

Dott.ssa Ester Brucci

La gastroenterite, spesso chiamata, erroneamente, influenza intestinale, è una patologia infettiva che colpisce stomaco e intestino. L’origine può essere virale, batterica o parassitaria (più rara): può essere, infatti, contratta tramite contagio diretto o attraverso l’assunzione di cibi e liquidi infetti. Altre cause possono essere l’abuso di alcol, il cambiamento delle abitudini alimentari, l’assunzione di antibiotici, ecc. L’infezione comporta un’infiammazione delle pareti dello stomaco che provoca sintomi quali diarrea, vomito, crampi addominali e, in alcuni casi, febbre. Si tratta di una patologia infettiva molto frequente nel periodo invernale (tra novembre e marzo) in Italia e in tutte le aree del pianeta a clima temperato. Ad essere colpiti sono soprattutto i neonati e bambini al di sotto dei 5 anni di età o adulti di età superiore ai 70 anni. Generalmente la gastroenterite non si protrae per molto tempo, ma bisogna, ugualmente, tenerla sotto controllo perché la disidratazione che insorge può essere pericolosa soprattutto per anziani e bambini. Non esiste una cura specifica, se non attendere che la malattia faccia il suo corso. È fondamentale però ridurre e/o alleviare i sintomi, reintegrando liquidi e sali persi, assumendo fermenti lattici, utili per ripristinare l'equilibrio della flora batterica, e seguendo un’alimentazione semplice. Ma quali sono gli alimenti da assumere e quelli da evitare nella fase acuta della malattia? Li abbiamo chiesti alla dott.ssa, biologa nutrizionista, Ester Brucci.

Dott.ssa, con quali sintomi si manifesta la gastroenterite?

“I sintomi sono vari e coinvolgono sia lo stomaco che l’intestino. Si possono manifestare sottoforma di: vomito, nausea, diarrea e dolori addominali. Solo in alcuni casi, si possono presentare sottoforma di febbricola. Hanno esordio improvviso e regrediscono nel giro di qualche giorno”.

Quali sono le cause di questa infiammazione?

“L'infiammazione dipende all’ingestione di cibo o acqua contaminata, oppure attraverso mani sporche. In alcuni casi, il contagio può avvenire anche quando si è a stretto contatto con una persona infetta, ad esempio condividendo gli alimenti, le bevande o le stoviglie”.

Nella fase acuta cosa bisogna mangiare e cosa evitare?

“Per compensare le eccessive perdite di liquidi bisogna bere molta acqua: via libera ad acqua, tè e tisane, brodi, centrifugati e spremute. Evitare bevande contenenti caffeina e alcolici. È bene poi non digiunare, ma mangiare in bianco, privilegiando alimenti facilmente digeribili come pane, riso, pesce e carne bianca. Da evitare alimenti difficili da digerire, così come piatti grassi, troppo conditi, salati o speziati. Limitare le verdure fintanto che persiste la diarrea, soprattutto evitare quelle crude. Frutta e verdura crude infatti contengono più fibre e acqua e potrebbero facilitare i movimenti intestinali È possibile anche l’utilizzo dei probiotici, come il lactobacillus (tipicamente presente nello yogurt), che possono ridurre, in media di un giorno, la diarrea".

Nella fase di recupero, invece, cosa si può mangiare e cosa si deve evitare?

"Nella fase di recupero è possibile reintrodurre poco alla volta verdure e frutta. In seguito, è possibile reintrodurre yogurt e a piccole dosi, anche il latte. Evitare alimenti ricchi di grassi o ricchi di zuccheri e le fritture. Evitare le varie spezie, peperoncino, aglio".

Come prevenire a tavola questa patologia?

"Per ridurre il rischio di contrarre la gastroenterite è necessario:

  • Lavare accuratamente le mani con acqua calda e sapone;
  • Disinfettare le superfici potenzialmente contaminate come il tavolo, i tavolini da gioco dei bambini, le superfici di preparazione del cibo;
  • Evitare la condivisione di asciugamani, posate, bicchieri, cuscini, le quali potrebbero essere contaminate;
  • Evitare cibi e bevande che potrebbero essere contaminati, soprattutto in viaggio in Paesi con condizione igieniche precarie".

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