Cicatrici, come vengono trattate dalla Fisioterapia?

“Il trattamento fisioterapico è in grado di allentare i ponti di fibre collageniche sviluppatisi nel processo di guarigione e migliorare lo scorrimento tissutale. La cosa importante è trattare il distretto prima che si formino aderenze”. L’intervista alla dott.ssa Irma Bencivenga

Dott.ssa Irma Bencivenga

Quando la cute viene lesa inizia subito un processo di guarigione (la cicatrizzazione) che si sviluppa in 4 fasi. Nella prima, l’emostasi, avviene l’arresto dell’emorragia attraverso fenomeni di attivazione e aggregazione piastrinica; nella seconda, infiammatoria, vengono circoscritti ed eliminati eventualmente agenti patogeni presenti nella ferita (dura 3-4 giorni); nella terza, riparativa, il coagulo temporaneo formatosi durante la fase dell’emostasi viene sostituito con il tessuto fibroso più resistente (dura 3 settimane); nella quarta, la fase di maturazione, la ferita inizialmente rossa e gonfia viene ricoperta da una cicatrice fibrosa, solida, chiara e robusta (può durare fino a due anni). In seguito a una ferita, a una lesione di varia natura, si innescano, quindi, una serie di processi finalizzati al riempimento del tessuto danneggiato con materiale fibroso. La cicatrice si associa, oggi, unicamente all’estetica e all’impatto che può avere sulla sfera psicologica, dimenticando il dolore legato ad essa e le conseguenze che la cicatrice stessa può avere sulla mobilità tissutale e sulla postura del paziente. Ed è proprio su queste ultime che la Fisioterapia può agire efficacemente. Il trattamento fisioterapico è, infatti, in grado di ridurre le tensioni meccaniche che posso interferire il processo di riparazione, garantendo la mobilità tissutale, ed evitare complicazioni e sindromi dolorose. Per capire meglio come la Fisioterapia agisce nel trattamento delle cicatrici, abbiamo intervistato la dott.ssa Irma Bencivenga, fisioterapista, osteopata e posturologa, esperta in riabilitazione delle disfunzioni oro-maxillo-facciali.

Dott.ssa cosa sono le cicatrici?

“Per cicatrice s’intende un processo di guarigione che interessa la cute e il sottocute, in seguito a lesioni di vario tipo, quali abrasioni, tagli, ustioni o interventi chirurgici. Quando lesioniamo la cute o tessuti profondi si innesca un meccanismo di riparazione cha va ad unire e a colmare eventuali “spazi vuoti” con un tessuto fibroso, che, entro due anni dalla ferita, diventa simile a quello perso”.

Esistono vari tipi di cicatrizzazione?

“Sì esistono 3 tipi. La cicatrice ipertrofica si forma in seguito a un processo di guarigione meccanicamente stressato e in caso di ferite legate alle articolazioni. Si manifesta come un’alterazione rossa, dura e rilevata che normalmente non oltrepassa i limiti della cicatrice iniziale. Compare dopo circa 1-2 mesi dalla guarigione completa ed è associata a dolore e prurito di diversa intensità. La cicatrice atrofica si osserva, invece, in soggetti anemici, astenici e in altre condizioni patologiche (acne, varicella ecc.), e presenta un tessuto cicatriziale insufficiente che, in certi casi, può causare la riapertura di ferite apparentemente rimarginate; si presenta leggermente avvallata a causa di una mancanza di collagene. In questo caso, il tessuto cicatriziale copre la ferita ma non viene prodotto tessuto a sufficienza a riempire completamente l’area danneggiata. Un’altra forma di cicatrizzazione è il cheloide: si forma quando è presente un iperstimolazione e il tessuto di riempimento deborda dalla cicatrice. In alcuni individui l'iperproliferazione dei fibroblasti, accompagnata da un'eccessiva produzione di matrice extracellulare, può dar luogo alla formazione di cicatrici anomale, dall'aspetto lucente, roseo, a volte dure al tatto e anche molto rilevate, che prudono e dolgono spontaneamente”.

Quali problemi possono causare le cicatrici?

“Le cicatrici possono causare problemi a livello psico/emozionale perchè testimoniano un vissuto del trauma e del post, a livello endocrino per l’aumento della secrezione di alcuni ormoni, a livello meccanico in quanto generano una ipomobilità dei distretti vicini quando si è in presenza di aderenze (bande di tessuto che uniscono in modo anomalo parti di norma separate), e a livello posturale”.

Che legame c’è tra cicatrici e squilibri posturali?

“Una cicatrice che ha formato delle aderenze con il tessuto sottostante si manifesta come una spina irritativa per il sistema nervoso centrale. I meccanocettori presenti lungo l’epidermide trasmettono informazioni continue sull’anomalo stato di tensione o dolore proveniente da quella zona al SNC, il quale, a sua volta, attua meccanismi compensativi insiti nel suo codice genetico (sfuggire dal dolore!). Si instaurano, così, le posture scorrette, di compenso, per evitare di sentire dolore, in risposta ad un continuo stato di tensione del distretto interessato”.

Quali tipi di squilibri posturali possono provocare le cicatrici?

“Atteggiamenti posturali scorretti che variano da individuo a individuo anche se è presente la stessa condizione. Questo accade perché la postura è determinata da svariati fattori, quali stili di vita, alimentazione, attività fisica, lavoro e dallo stato psico-emotivo (il fattore più importante). La postura è, infatti, strettamente legata alla vita emotiva”.

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