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Fibromi uterini, cosa sono e quando si ricorre all’intervento chirurgico: risponde il ginecologo

“A soffrirne è circa il 70% delle donne in età compresa tra i 30 e i 50 anni. Non essendo ancora del tutto chiare le cause per cui queste neoformazioni benigne nascono e si sviluppano, resta fondamentale una diagnosi precoce”. L’intervista al dott. Ciro Perone

Dott. Ciro Perone

I fibromi uterini sono tumori benigni, tra i più frequenti dell’apparato riproduttivo femminile, che originano dal tessuto muscolare dell’utero. Non si conosce la causa certa che porta alla loro formazione, ma pare che gli estrogeni stimolino la moltiplicazione delle cellule del fibroma stesso. Per questo motivo è rara una loro comparsa prima della pubertà come dopo la menopausa, mentre durante la gravidanza possono aumentare di volume a causa dell’elevato livello di estrogeni. A soffrirne è circa il 70% delle donne in età compresa tra i 30 e i 50 anni. Nel 50% dei casi i fibromi sono asintomatici, a volte, invece, causano disturbi invalidanti come cicli abbondanti e ravvicinati, dolore pelvico e tensione addominale, che possono anche associarsi a dolore durante i rapporti sessuali, infertilità e complicanze in gravidanza. Ma come vengono diagnosticati e trattati i fibromi uterini? E come si può fare prevenzione? Ne abbiamo parlato con il dott. Ciro Perone, primario del reparto di Ginecologia della Clinica Sanatrix di Napoli e responsabile del progetto “Endogyn”, centro che utilizza la chirurgia laparoscopica mini-invasiva per il trattamento delle principali patologie ginecologiche, tra cui i fibromi uterini.

- Dott. Perone, cosa sono i fibromi uterini?

“I fibromi uterini, detti anche più frequentemente miomi, ma conosciuti anche con il termine di leiomiomi, fibroleiomimi o fibromiomi, sono neoformazioni benigne che originano dal tessuto muscolare uterino. Tali formazioni possono avere sede e dimensione molto variabili, passando dai pochi millimetri fino a dimensioni ragguardevoli, come un pallone da calcio o un’anguria. Nell’utero con fibromi è la stessa composizione ad essere alterata, in quanto cellule muscolari lasciano spazio ad un maggior numero di cellule fibrose”.

- Esistono più tipi di fibromi?

“A seconda dello sviluppo rispetto alla parete dell’utero, vengono tradizionalmente classificati in miomi sottomucosi, i quali hanno uno sviluppo prevalentemente interno alla cavità uterina; miomi intramurali che sono inseriti nello spessore della parete dell’utero e miomi sottosierosi, i quali invece presentano uno sviluppo principalmente esterno e sono solitamente legati alla parete dell’utero tramite un peduncolo. Oggi esistono delle classificazioni più complesse e complete, diffuse dalle Società Scientifiche del settore ed utilizzate in ambito specialistico che in maniera più precisa definiscono la posizione del fibroma. Occasionalmente, infatti, i fibromi possono localizzarsi in corrispondenza delle strutture legamentose dell’utero, o interessare anche tube o ovaia”.

- Con quali sintomi si manifestano?

“La sintomatologia legata alla presenza dei fibromi uterini è molto variabile. Molti credono che essa sia legata principalmente alla dimensione, ma in realtà molto più dirimente è la sede del mioma. Fibromi di dimensioni anche notevoli possono essere del tutto asintomatici, mentre miomi di dimensioni molto più contenute, se posizionati ad esempio all’interno della cavità, possono dar vita, con maggiore frequenza, a mestruazioni molto abbondanti. I miomi a sviluppo esterno, i cosiddetti “sottosierosi”, sono, invece, raramente sintomatici. I principali sintomi sono da ricercare nelle irregolarità mestruali: i flussi vengono solitamente riferiti come abbondanti e ravvicinati. Questo molto spesso può essere causa di anemia con conseguente comparsa di facile affaticamento, mal di testa, stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione, tachicardia. In casi più rari si può verificare dolore pelvico o tensione addominale, soprattutto quando le dimensioni del mioma sono notevoli. In alcuni casi la presenza del mioma può interferire con la meccanica delle contrazioni uterine durante il flusso causando forte dismenorrea, ossia mestruazioni molto dolorose”.

- Perché compaiono? Quali sono le cause?

“Le cause dei fibromi non sono ancora del tutto chiarite. Quello che è certo è che un ruolo chiave viene giocato dalla predisposizione genetica e da una successiva capacità di rispondere agli stimoli ormonali, che sono la prima causa della loro crescita”.

- Come vengono diagnosticati?

“La diagnosi di fibroma uterino arriva solitamente in seguito ad una visita ginecologica specialistica, nel corso della quale l’ecografia pelvica transvaginale, associata ad un’ecografia pelvica transaddominale, valuta la presenza del mioma, la sua dimensione, la sua sede ed il numero nel caso di formazioni multiple. Un’altra metodica di imaging che può aiutare a caratterizzare i miomi è la risonanza magnetica, soprattutto quando essi sono di grandi dimensioni, condizione che può far perdere di risoluzione agli ultrasuoni impiegati nell’ecografia. Nel caso di miomi sottomucosi, fondamentale è l’esecuzione di una isteroscopia diagnostica, finalizzata a confermare sotto visione “diretta” la presenza dei miomi, la loro dimensione, forma, sede e numero".

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