Salute

Fertilità e alimentazione: quale legame? Ce lo svela la nutrizionista

“La Vitamina D contenuta negli alimenti è in grado di modulare i processi riproduttivi sia nelle donne che negli uomini”. L’intervista alla dott.ssa Ester Brucci

La Vitamina D è importantissima per l'intero organismo umano. Aiuta a proteggere le ossa e a rinforzare il sistema immunitario, riduce il rischio di cancro, protegge dal diabete, dalle malattie cardiovascolari e autoimmuni. Numerosi studi hanno, inoltre, dimostrato che, insieme agli ormoni sessuali, la Vitamina D è in grado di modulare i processi riproduttivi sia nelle donne che negli uomini. Ma da dove proviene la Vitamina D contenuta nel nostro organismo? L’80-90% viene prodotta dalla cute per effetto dei raggi UVB, mentre una quantità minore deriva dall’alimentazione o dalla supplementazione (quando necessaria). A confermare questa correlazione tra Vitamina D e fertilità ci sono altri studi secondo i quali nei Paesi del Nord, dove esiste un forte differenza di luminosità tra le diverse stagioni, i tassi di concepimenti sono minori nei mesi d’inverno, maggiori in estate, e (di conseguenza) vi è un picco di nascite in primavera. Altri studi, ancora, hanno evidenziato effetti positivi della Vitamina D sui risultati dei percorsi di fecondazione in vitro, su patologie come la sindrome dell’ovaio policistico e l’endometriosi. Sempre secondo questi studi, la Vitamina D agisce positivamente anche sulla qualità del liquido seminale: uomini con bassi livelli di Vitamina D, infatti, mostrano bassi livelli di testosterone e una bassa percentuale di spermatozoi mobili e morfologicamente normali. La Vitamina D è importantissima non solo ai fini del concepimento, ma anche durante la gravidanza. Deficit di Vitamina D, frequenti nelle donne in attesa (per un aumentato consumo sia materno che fetale), è associato a un aumento del rischio di diabete gestazionale e altre complicanze della gravidanza come l’ipertensione gestazionale, la vaginosi batterica, il ritardo di crescita intrauterino e il parto prematuro. Per questi motivi la supplementazione di Vitamina D risulta fondamentale durante la gravidanza fino al parto. Come abbiamo detto prima, una buona parte di questa vitamina è prodotta dalla cute per effetto dei raggi UVB, un’altra parte, invece, proviene dall’alimentazione. NapoliToday ha intervistato la dott.ssa, biologa nutrizionista, Ester Brucci per sapere quali sono i cibi che contengono questa vitamina così preziosa per il nostro organismo e qual è la dose giornaliera raccomandata.

Quali funzioni ha la Vitamina D? Come agisce nel nostro organismo?

“La vitamina D è essenziale per il mantenimento dell'omeostasi del calcio e del fosfato. La forma metabolicamente attiva consente l'assorbimento del calcio a livello intestinale, il riassorbimento del calcio e del fosforo nel tubulo contorto prossimale e la deposizione del calcio a livello del tessuto osseo”.

Livelli insufficienti di vitamina D cosa possono causare?

“I primi effetti della carenza di calciferolo sono la riduzione sierica di calcio e fosforo, l’ iperparatiroidismo secondario e l’aumento della fosfatasi alcalina nel siero. A lungo termine, invece, si verifica debolezza muscolare, dolori addominali e inadeguata mineralizzazione dello scheletro, che determina rachitismo nei bambini e osteomalacia negli adulti”.

L’80-90% della vitamina D viene prodotta dalla cute per effetto dei raggi UVB, mentre una quantità minore deriva dalla dieta. In quali cibi è contenuta?

“Gli alimenti più ricchi di vitamina D sono l’olio di fegato di merluzzo, lo sgombro, il salmone, il tonno in scatola, il pesce spada; quantità minori sono presenti nelle uova, nel burro e nel latte”.

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