Domenica, 17 Ottobre 2021
Salute

Covid, diabete, obesità o ipertensione aumentano di due volte il rischio della morte

Un analizzatore miniaturizzato analogo, nella concezione, ad un glucometro, sarà in grado di predire, con accuratezza, quali sono i pazienti che vanno incontro a rischi maggiori per l’infezione da Covid. Lo stanno sviluppando i ricercatori della Scuola di Medicina della Federico II

Un point of care device – un analizzatore miniaturizzato analogo, nella concezione, ad un glucometro – in grado di predire, con accuratezza, quali sono i pazienti che vanno incontro a rischi maggiori per l’infezione da Covid. Lo stanno sviluppando i ricercatori della Scuola di Medicina della Federico II di Napoli. 

Lo strumento è stato ideato sulla scorta dell’esperienza accumulata nel settore dei dispositivi e delle ricerche sulla mortalità dei pazienti Covid con altre patologie: il diabete, l’obesità o l’ipertensione, ad esempio. La presenza di una di queste comorbidità aumenta di oltre due volte il rischio di morte. I ricercatori della Scuola presieduta dalla professoressa Maria Triassi stanno svelando perché, in alcuni pazienti, il decorso clinico del Covid è, spesso, più complesso.  

Lo Sportello della ricerca 

I ricercatori della Scuola di Medicina della Federico II hanno individuato la maggior parte delle varianti SARS-CoV-2 circolanti sul territorio nazionale. Il lavoro continua nei laboratori del TIGEM di Pozzuoli e del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università, guidati dai professori Andrea Ballabio e Giuseppe Portella. 

La Commissione Scientifica della Scuola di Medicina, presieduta dal professore Francesco Béguinot, ha istituito uno sportello per la ricerca con la finalità di sostenere l’attività dei ricercatori e un osservatorio per monitorare continuativamente la qualità della propria ricerca. 

“Si è reso necessario mettere a sistema tutte le attività di ricerca qualificate che si effettuano nella Scuola di medicina della Federico II, creando sinergie tra i ricercatori che portano avanti studi similari – dice Triassi – Lo Sportello della ricerca condurrà questa forma di integrazione anche per facilitare l’accesso ai fondi europei, ministeriali e regionali”. 

“Interrompere la ricerche in altri settori di enorme rilevanza per la salute pubblica già avviate in epoca pre-Covid costituirebbe un errore irreparabile – sostiene Béguinot – Proseguono per questo, nella Scuola di Medicina, le ricerche sulle malattie croniche non diffusibili e sulle malattie rare per dare solo qualche esempio”. 

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