Eiaculazione precoce, la soluzione: "Un nuovo farmaco risolve il problema"

Ne ha parlato Vincenzo Mirone, Professore di Urologia presso l'Università Federico II di Napoli, al 91° Congresso nazionale della Società Italiana di Urologia in corso a Riccione

"L'eiaculazione precoce è una malattia che coinvolge 4 milioni di italiani". Così Vincenzo Mirone, Professore di Urologia presso l'Università Federico II di Napoli, al 91° Congresso nazionale della Società Italiana di Urologia in corso a Riccione. Si tratta di una cifra che copre tra il 20% e il 30% della popolazione maschile in Italia.

"Nell'80% dei casi è presente sin dal primo rapporto sessuale e quindi si definisce 'primaria' – ha spiegato ancora Mirone – il restante 20% (eiaculazione precoce 'secondaria') è rappresentato da uomini che fino a circa 50 anni hanno eiaculato normalmente, finché non sono intervenute patologie quali prostatite, disfunzione erettile, malattie tiroidee, eccetera, che hanno fatto insorgere il problema".

Come è emerso dal congresso, se un rapporto sessuale "normale" prevede una durata dalla penetrazione all'eiaculazione di 6 o 7 minuti, un'eiaculazione si definisce "precoce" quando è al di sotto dei 2 minuti se lieve o sotto il minuto grave.

"Il paziente deve essere valutato tempestivamente da un medico urologo – spiega il professor Mirone – per individuare la corretta soluzione, considerando, poi, che oggi l'arsenale terapeutico per l'eiaculazione precoce si è arricchito di un farmaco topico specifico in grado di risolvere questo problema". Si tratta di un nuovo farmaco, uno spray a base di lidocaina e prilocaina, due anestetici locali.

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