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Diagnosi precoce del Covid-19: la ricerca napoletana che lo rende possibile

Un team del Ceinge ha sviluppato un nuovo test che misura anche il grado di pericolosità e quanto può essere contagioso un paziente

 

Arriva da Napoli un aiuto che potrebbe rivelarsi molto importante nella diagnosi precoce dell'infezione da Covid-19. Un team di ricerca del Ceinge, infatti, ha sviluppato un test diagnostico che oltre a stabilire l'eventuale positività del paziente, fornisce risposte anche sul grado di pericolosità dell'infezione e su quanto possa essere contagiosa per gli altri. 

La squadra è guidata da Ettore Capoluongo e Massimo Zollo, docenti dell’Università Federico II di Napoli e Principal Investigator del Ceinge. "Lavoriamo in collaborazione con una start-up - spiega Capoluongo - Espletati tutti i passaggi del caso, dovrebbe realizzare un kit basato sulla nostra ricerca e metterlo in commercio. Conoscere elementi come carica virale, pericolosità dell'infezione e grado di contagiosità sarà importante quando avremo casi di positività tra i sogetti vaccinati". 

I ricercatori fanno parte della task force Covid 19 del Ceinge, un progetto finanziato dalla Regione Campania. Il loro lavoro ha permesesso di individuare due biomarcatori attraverso i quali è possibile 'leggere' carica virale e severità dell'infezione. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Diagnostics.

"Siamo partiti dall’esigenza di poter rispondere ad alcune domande – spiega Capoluongo – Il virus presente in un tampone risultato positivo è in grado di replicarsi, diffondersi e determinare sintomi? È presente in alta o bassa carica? Ci siamo così concentrati sulla possibilità di identificare nuovi potenziali marcatori di attività del SARS-CoV-2, al fine di migliorare la qualità delle informazioni fornite da questi test di routine. Confidiamo che nel giro di un paio di mesi il prodotto possa essere anche lanciato in commercio".

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