Depressione post partum, quali sono i sintomi e come prevenirla

"Può manifestarsi con un’eccessiva preoccupazione o con un atteggiamento di trascuratezza nei confronti del bambino. Parlarne con il partner e in famiglia è il primo passo per evitare che si evolva in una forma più grave". L’intervista alla psicoterapeuta Maria Grazia Milone

Dott.ssa Grazia Milone

Che differenza c’è tra depressione post partum, Baby Blues e psicosi puerperale?

“Troppo spesso si confonde la depressione post partum con una condizione di disagio interiore molto frequente nelle neomamme, definita Baby Blues. Il Baby Blues non è una patologia, ma un lieve e transitorio disturbo della sfera emotiva che coinvolge fino all' 80% delle donne, ed insorge nei primi giorni dopo il parto. Si manifesta con un senso di tristezza e malinconia, accompagnato da una facile tendenza al pianto, stanchezza e ansia, sintomi che tendono a scomparire entro qualche settimana. Al polo estremo abbiamo la psicosi puerperale, fortunatamente molto rara, i cui sintomi rientrano nella sfera psicotica, includendo deliri e allucinazioni che riguardano il bambino e che possono sfociare, in casi particolarmente gravi, in suicidio e/o infanticidio. La donna con psicosi puerperale è totalmente inconsapevole del suo stato e le cure sono soprattutto di tipo farmacologico”.

Qual è la terapia? Come deve essere affrontata una depressione post partum?

“Il primo passo per affrontare la depressione post partum, così come anche il più lieve Baby Blues, è raggiungere la consapevolezza del proprio stato emotivo e non avere paura di chiedere aiuto. Bisogna lasciare emergere i sensi di colpa e la vergogna legati all’incapacità fisiologica di raggiungere quell’ ideale di "mamma perfetta", sempre contenta, efficiente e capace. La nascita di un bambino non è accompagnata solo da sentimenti positivi, quali felicità, gioia e amore, ma anche da sentimenti negativi quali paura, rifiuto e dolore. E' importante lasciar fluire queste emozioni per poterle affrontare e superare, così come è importante parlare liberamente in famiglia e con gli amici del proprio stato psicologico per ricevere da loro supporto e sentirsi meno sole. Un percorso di psicoterapia in questi casi aiuta ad elaborare meglio tutti i vissuti emotivi della neomamma”.

Esistono dei rimedi fai da te?

“Si consiglia alla neomamma di seguire una buona e sana alimentazione, stare il più possibile all'aria aperta, chiedere aiuto al partner o ai familiari nelle faccende domestiche e nella cura del neonato, ritagliarsi un po' di tempo per sé, andando, ad esempio, dal parrucchiere o uscendo con le amiche. Imporsi questi momenti permette di alleggerire la giornata e sentirsi più serene. Serenità di cui beneficiano tutti, bambino e partner compresi”.

E’ possibile prevenirla?

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“Sì ma bisogna agire su più livelli: personale e familiare, ma anche sociale e culturale. Se si manifesta una forma di depressione post partum, la neomamma dovrà parlarne subito con il partner, amici e familiari, già dai primi segnali. Il supporto pratico ed emotivo del padre del bambino e della famiglia sono fondamentali. La gravidanza e il parto sono eventi sempre più medicalizzati, in cui la gravidanza è vista come un involucro contenente un feto da analizzare e controllare. Tutto ciò comporta un aumento nelle gestanti di ansie e paure relative al parto e a quello che accadrà dopo. E' necessario, quindi, “umanizzare” la gravidanza e il parto, in modo che la donna diventi sempre di più parte attiva e centrale, protagonista vera di questo evento così importante. Si consiglia, inoltre, alla neomamma di frequentare corsi preparto, dove viene dato ampio spazio all’espressione delle emozioni, delle ansie e delle paure: questi corsi le consentiranno di arrivare al parto più preparata e consapevole. Si consiglia, infine, di proseguire con il supporto professionale anche dopo il parto, quando la neomamma ed il neopapà ritornano a casa con il loro bimbo (probabilmente il momento più delicato). Avere un sostegno esterno lungo questo percorso può aiutare a prevenire o a riconoscere subito i segnali di una possibile insorgenza di baby blues, di depressione o di una psicosi post partum, evitando che queste si evolvano in forme più gravi”.

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