Salute

Cruralgia, cos’è e come curarla: risponde l’esperto

“Una patologia da non sottovalutare che insorge con un dolore nella parte anteriore e interna della coscia. A causarla è il sovraccarico, un’alterazione posturale o la sedentarietà”. L'intervista a Valerio Esposito, fisioterapista esperto in riabilitazione ortopedica e sportiva

Una condizione meno frequente della sciatalgia, ma altrettanto fastidiosa. Il fatto, poi, che sia meno conosciuta può portare a sottovalutarla. Stiamo parlando della cruralgia, una patologia che si manifesta con un dolore davanti e all’interno della coscia, e insorge per compressioni o irritazioni del nervo crurale, che parte dal plesso lombare e innerva l'inguine, la coscia, la gamba e parte del piede. A causarla è generalmente un sovraccarico della colonna vertebrale, posture errate o la sedentarietà. Ma come riconoscere la cruralgia? E come viene curata? Ne abbiamo parlato con il dott. Valerio Esposito, fisioterapista esperto in riabilitazione ortopedica e sportiva.

- Cos’è la cruralgia?

“Per cruralgia si intende un dolore che si manifesta lungo il decorso del nervo crurale o femorale, il nervo che parte dal plesso lombare e innerva l'inguine, la coscia, la gamba e parte del piede. Al suo interno sono presenti le fibre nervose che si diramano dalle radici spinali L2, L3 e L4. Spesso questo dolore è associato alla lombocruralgia, che favorisce un dolore anche in sede lombare”.

- Con quali sintomi si manifesta?

“La patologia si manifesta con ipostenia (minor forza) e parestesie (sensazione di intorpidimento e addormentamento dell’arto interessato) nella zona anteriore della coscia, superiore alla rotula. Spesso al classico dolore anteriore è associato anche un dolore inguinale che può causare contratture del muscolo ileopsoas e del quadrato dei lombi”.

- In cosa si differenzia dalla sciatalgia?

“La lombosciatalgia si manifesta con un dolore nella zona posteriore della coscia, che può irradiarsi nella zona posteriore della gamba fino a sotto la fascia plantare, o nella zona zona esterna fino al dorso del piede. Per la diagnosi della lombosciatolgia il paziente viene sottoposto al Test “La segue”. Questo esame si esegue in posizione supina con flessione dell'anca a 90°: la riproduzione del dolore in flessione da 30 a 60 può evincere una sofferenza del nervo sciatico”.

- Quali sono le cause della cruralgia?

Le cause possono essere molteplici. La principale è una protrusione tra le vertebre L1, L4, che comprime il nervo crurale e favorisce la sintomatologia. Il sovraccarico, un’alterazione posturale e la sedentarietà sono altre cause molto frequenti”.

- Quali soggetti colpisce?

“La patologia colpisce principalmente i soggetti in sovrappeso, con uno squilibrio posturale, o persone sottoposte a lavori fisici che ipersollecitano la colonna vertebrale”.

- Come viene diagnosticata?

“La lombocruarlgia può essere diagnosticata solo clinicamente. Attraverso esami strumentali, come il Test di Wasserman (che si esegue in posizione prona e consiste nell’estensione d’anca a ginocchio flesso), possiamo valutare la concomitanza con protrusioni tra gli spazi vertebrali L2-L3 e L3 L4”.

- Come si cura? Quali sono i trattamenti?

"Il trattamento si incentra su tre fasi. Nella prima presteremo importanza alla decompressione nervosa e alla regressione della patologia. Nella seconda e nella terza andremo a lavorare sulle cause che hanno prodotto l'infiammazione del nervo crurale e sugli eventuali scompensi, nonché sulla stabilizzazione del muscoli inficiati”.

- Che ruolo svolge la fisioterapia nella fase di recupero?

“La fisioterapia è fondamentale. Il giusto connubio tra elettromedicali e terapia manuale favorisce un giusto ripristino della sintomatologia e un ritorno alla normali attività di vita quotidiana. L’ideale sarebbe iniziare con un lavoro antinifiammatorio e decompressivo favorito dal Laser antiedemigeno e dal Frems (neurostimolazione a modulazione di frequenza), terapie innovative che hanno un effetto miracoloso su patologie come la cruralgia, la staciatalgia e la brachialgia. E' fondamentale il lavoro manuale di allungamento muscolare sui muscoli inficiati, utilizzando tecniche di massaggio associate a tecarterapia. Questa fase potrebbe essere anche sostituita dalla ginnastica Mezieres, che tende a riequilibrare il corpo e a evitare gli scompensi”.

- Quando si ricorre all’intervento chirurgico?

“All’intervento chirurgico si ricorre solo nell’1% dei casi, quando l’ernia estrusa nel tratto vertebrale interessato non risponde ai trattamenti farmacologici e fisioterapici. Tuttavia, ad oggi, tutti i trattamenti conservativi tendono ad avere effetti positivi e a scongiurare l’operazione”.

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