Salute

Covid-19, le donne in allattamento possono vaccinarsi? Risponde il primario del Santobono

“Sicuramente non è controindicato. Come suggeriscono anche le autorità sanitarie, sono preferibili i vaccini che non hanno virus vivi o attenuati perché danno un margine di sicurezza maggiore”. L’intervista al Dr Vincenzo Tipo

All’inizio della campagna, il vaccino anti-Covid veniva consigliato alle donne in gravidanza e in allattamento con una certa cautela. Questo perché erano scarse le conoscenze sull'argomento; oggi, invece, sono disponibili dati che testimoniano come immunizzarsi non sia un fattore di rischio, ma una protezione per la donna e il bambino. L'allattamento e la gravidanza rappresentano due momenti molto importanti nella vita di una donna, ma anche estremamente delicati. Ora che la campagna vaccinale si è rivolta anche a questa categoria, alle tante paure e domande che normalmente insorgono in questa fase, se ne aggiunge un’altra: “Posso sottopormi al vaccino o devo sospendere l’allattamento?”. Per rassicurare e tranquillizzare le neomamme, le Società Scientifiche di Neonatologia (SIN) e di Pediatria (SIP) e le Società Ostetrico-Ginecologiche (SIGO, AOGOI, AUGUI) hanno fornito indicazioni precise: il vaccino deve essere offerto senza incertezze anche alle donne "vaccinabili" che allattano. Ma quale tipo di vaccino è preferibile? Il bambino può correre rischi? Gli anticorpi che sviluppa la madre passano al neonato? Per sciogliere dubbi e incertezze sul tema, NapoliToday ha chiesto chiarimenti e indicazioni al dott. Vincenzo Tipo, primario del Pronto Soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli.

- Dott. Tipo, è consigliato l’uso dei vaccini anti-Covid alle donne che allattano?

“Sicuramente non è controindicato. Inizialmente, nei mesi di gennaio-febbraio, c’è stata una informazione non chiara a causa delle scarse conoscenze sull’argomento. Come naturale che sia, le donne in gravidanza e in allattamento non hanno preso parte alle sperimentazioni pre-marketing dei vaccini e non sono state il target prioritario della vaccinazione di massa. Oggi ci sono tanti studi pubblicati su riviste prestigiose che confermano l’assoluta tranquillità della vaccinazione, soprattutto con vaccini a mRna, nelle donne che allattano come nelle donne in gravidanza”.

- Ci sono rischi per il bambino?

“Per i vaccini a mRna sicuramente no. In questi ultimi viene veicolato un frammento di Rna virale, quello che contiene le informazioni per la produzione di anticorpi anti proteina Spike, che viene rapidamente degradato nella cellula ospite. Non contengono vettori virali di nessun tipo. In linea teorica, non ci sarebbero problemi nemmeno con gli altri vaccini, ma, ad oggi, non ci sono ancora studi controllati su grandi numeri”.

- La mamma deve, quindi, preferire i vaccini a mRNA rispetto a quelli a vettori adenovirali?

“Come già detto, questi tipi di vaccini non hanno virus vivi o attenuati. Pertanto, danno un margine di sicurezza e tranquillità maggiore. Queste sono anche le indicazioni delle autorità sanitarie”.

- Gli anticorpi che sviluppa la mamma in seguito alla vaccinazione vengono trasferiti al neonato attraverso il latte materno?

“Assolutamente sì. E’ stata dimostrata una robusta risposta anticorpale nelle donne in gravidanza ed in allattamento che si sottopongono alla vaccinazione anti Sars-Cov-2. Questi ultimi si trasferiscono al bambino attraverso il passaggio placentare e saranno attivi fino al 3°-5° mese di vita. Analogamente, sono stati ritrovati anticorpi di tipo IgA (prevalente) e IgG nel latte materno. Questi, trasferiti al bambino, inducono analoga protezione”.

- Anche le componenti del vaccino vengono trasferite al piccolo attraverso il latte materno?

“Generalmente il passaggio di sostanze dal sangue al latte materno avviene “in piccolissime tracce” tanto è vero che, oramai, sono poche le sostanze che, assunte dalla madre, ne controindicano l’allattamento. Questo vale anche per i componenti abituali dei vaccini”.

- Esistono studi e dati specifici sulla sicurezza dei vaccini anti-Covid durante l’allattamento al seno?

“Oramai, con cadenza quasi quotidiana, vengono pubblicati studi su riviste scientifiche importanti, tutti con risultati fortemente rassicuranti sul ricorso alla vaccinazione delle donne in allattamento. Ci tengo a dire che nel reparto da me diretto, presso l’ospedale Santobono, tutte le infermiere e le dottoresse in stato di gravidanza (8 complessivamente) e in allattamento, hanno aderito alla vaccinazione anti Sars-Cov-2 con fortissima motivazione”.

- Se una donna risulta positiva al Coivd-19 deve rinunciare ad allattare al seno e ricorrere ai sostituti del latte materno?

“Assolutamente no. Ci sono indicazioni precise dell’Istituto Superiore di Sanità, in un documento controfirmato da tutte le Società Scientifiche, che chiariscono l’assoluta necessità di continuare l’allattamento materno, e sconsigliano il passaggio alle formule”.

- Il comportamento della mamma nei confronti del bambino deve essere differente se è sintomatica, paucisintomatica o asintomatica?

"Viene sempre consigliato che la madre non si separi mai dal suo bambino adottando le misure di sicurezza massime: uso della mascherina (anche durante l’allattamento) e il frequente lavaggio delle mani. Ovviamente, se la madre è in condizioni cliniche tali da non poter assistere il neonato, si consiglia un secondo care giver che la supporti”.

- Durante il contatto con il bimbo, la mamma, se positiva, deve adottare misure di prevenzione?

"Il contatto tra madre positiva e bambino, compreso il “pelle a pelle” e il “rooming in”, non vano evitati. Abbiamo avuto, presso il nostro ospedale, tanti neonati positivi con madri negative. Questo ci ha fatto comprendere che la trasmissione verticale madre-figlio è rara, mentre è frequente il contagio intrafamiliare. Pertanto, abbiamo lanciato l’allarme a non fare visite alle famiglie dove c’è un neonato e, se indispensabile, adottare tutte le accortezze del caso. Questo comportamento, che è fondamentale ai tempi del Covid, dovrebbe essere una regola fissa e rigorosa da adottare sempre”.

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