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Giovedì, 13 Giugno 2024
Salute

Covid, quanto dura l'immunità dopo essere guariti? Risponde il primario del Cotugno

"Teoricamente dovrebbe durare per anni, ma con l’insorgenza di così tante varianti è come se ci trovassimo in presenza di uno stesso virus ma mutato in modo sufficientemente significativo per eludere la precedente risposta immunitaria anticorpale ed avviarne una nuova, come se si trattasse di una nuova infezione”. L'intervista al Dott. Alessandro Perrella

Il Covid non accenna a placarsi, corre sempre più veloce in Italia nonostante il caldo. A registrare contagi record è la Regione Campania, dove nell’ultima settimana sono quasi raddoppiati i casi (+81,8%), mentre Napoli è in pole position con l'incidenza più alta d'Italia con 1.433 casi ogni 100mila abitanti. Ad essere responsabile di questa nuova ondata è la sottovariante Omicron BA5, più contagiosa delle sue “sorelle” a causa di due mutazioni che le permettono di legarsi alle cellule umane in maniera più efficace, e quindi con una capacità mai vista prima di eludere l’immunità acquisita con il vaccino o con un’infezione precedente. Ma quanto dura l’immunità dopo essere guariti e qual è la probabilità di reinfettarsi con Omicron? Ne abbiamo paralto con Alessandro Perrella, Direttore UOC malattie Infettive Emergenti e ad Alta Contagiosità dell’Ospedale Cotugno di Napoli.

Dott. Perrella, Omicron 5 è ormai la variante prevalente. E’ molto più contagiosa delle precedenti, ma a quanto pare meno aggressiva della Delta. Con quali sintomi si manifesta, e quanto può essere pericolosa oggi l’infezione?

“Omicron 5 ha la caratteristica di essere più pervasiva e diffusiva rispetto alle altre, un vantaggio evolutivo che conferisce al virus maggiori possibilità di diffondersi. Clinicamente si caratterizza nella maggior parte dei casi per sintomatologia Flu-like syndrome con interessamento delle prime vie aeree, in alcuni casi sintomi gastroenteritici. Tale sintomatologia è di maggior rilevanza clinica nei soggetti con comorbidità e quindi fragilità”.

Quanto è probabile reinfettarsi e dopo quanto tempo? Ci sono soggetti più a rischio reinfezione o fattori che predispongono maggiormente ad essa?

“Purtroppo è possibile reinfettarsi da una variante all’altra in molti casi con sintomi di minore entità, ma molto dipende dal patrimonio immunogenetico del singolo. La fragilità di un individuo, per età o comorbidità, conferisce la possibilità di avere sintomi più rilevanti”.

Quanto dura l’immunità dopo essere guariti dalla malattia?

“Questa è una domanda interessante. Teoricamente dovrebbe durare per anni, ma con l’insorgenza di così tante varianti è come se ci trovassimo in presenza di uno stesso virus ma mutato in modo sufficientemente significativo per eludere la precedente risposta immunitaria anticorpale ed avviarne una nuova, come se si trattasse di una nuova infezione”.

Come mai quest’anno il caldo non ha frenato i contagi?

“Il caldo non ha mai frenato l’infezione. Se si guardano i dati, si potrà osservare che anche nelle estati del 2020 e del 2021 si sono registrati incrementi dovuti alla mobilità”.

Secondo lei si dovrebbe tornare ad indossare la mascherina al chiuso e all’aperto?

“La mascherina è un presidio fondamentale quando non si è in grado di garantire il distanziamento”.

Quale scenario autunnale ci attende?

“Difficile da dire adesso, sicuramente l’ondata che stiamo registrando si arresterà, ma ci potrebbe essere una ripresa con la maggiore mobilità estiva, con le sue possibili ripercussioni sulle settimane di fine estate/inizio autunno. In generale, però, va detto che la gravità delle manifestazioni cliniche è ben differente e meno critica rispetto agli scenari di due anni fa”.

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