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Covid nei bambini, l'allarme del primario del Santobono: “Crescono i ricoveri. Alcuni hanno la polmonite interstiziale”

“Il Covid può esporre i bambini alla temutissima MIS-C, una complicanza tardiva dell’infezione che può insorgere anche quando la malattia è stata asintomatica. Vaccinate al più presto i vostri bambini, e se non sono nella fascia di età che può accedere alla vaccinazione, proteggeteli vaccinando voi stessi”. L’intervista al dott. Vincenzo Tipo

Continuano a salire i contagi e i ricoveri tra i bambini in tutti gli ospedali pediatrici italiani. Secondo l'ultimo report dell'Istituto Superiore di Sanità il maggior incremento di casi a partire dalla seconda settimana di ottobre si registra tra i 5 e gli 11 anni (fascia d’età che ha accesso alla vaccinazione dal 16 dicembre)". Nello specifico il 76% dei ricoveri in area medica tra i 5 e i 18 anni riguarda pazienti non vaccinati, mentre il 69% dei ricoveri in area intensiva dei piccoli fino a 4 anni riguarda bambini che hanno genitori non vaccinati. A rilevarlo l’indagine dell'Associazione degli Ospedali pediatrici italiani (Aopi) che ha attivato un sistema di monitoraggio settimanale dei pazienti Covid, bambini e adolescenti, ricoverati sia in area medica che in area critica. Dai dati raccolti nel primo primo monitoraggio relativo alla giornata del 10 gennaio è emerso che i bambini ricoverati nei principali ospedali pediatrici italiani erano 212 (192 nell'area medica, di cui 134 tra 0 e 4 anni e 78 tra i 5 e i 18 anni, e 20 nell'area intensiva).

Sono numeri nettamente superiori a quelli registrati nelle precedenti tre ondate dell'epidemia, e mostrano che adesso i bambini sono più colpiti dal virus rispetto al passato. “Non sempre il Covid nei bambini è ‘una passeggiata’ - spiega a NapoliToday il dott. Vincenzo Tipo, primario del Pronto Soccorso del Santobono - perchè li può esporre alla temutissima MIS-C, una complicanza tardiva dell’infezione da Sars-CoV-2 anche quando questa è stata asintomatica. La vaccinazione rimane l’unica arma per proteggerli. E se i piccoli sono in quella fascia di età che ancora non può accedere alla vaccinazione, è importante che siate voi genitori a vaccinarvi”.

Abbiamo fatto il punto con il dott. Vincenzo Tipo, primario del Pronto Soccorso dell'ospedale pediatrico Santobono di Napoli.

Dott. Tipo, negli ultimi giorni sono aumentati gli accessi al pronto soccorso di bimbi malati di Covid. Quanti accessi state registrando al giorno al Santobono?

“Da circa tre settimane registriamo un costante incremento di accessi al Pronto Soccorso di bambini Covid positivi. Attualmente registriamo una media di 50-60 accessi al giorno con picchi di 75 nell’ultimo fine settimana”.

Che età hanno questi bambini e quale sintomatologia presentano?

“Sono interessate tutte le fasce di età pediatrica con una leggera prevalenza dei bambini molto piccoli al di sotto dell’anno di vita. La sintomatologia prevalente è quella febbrile associata a sintomi gastrointestinali, cefalea e dolori muscolari. Purtroppo stiamo iniziando a vedere anche le polmoniti interstiziali, quelle classiche dell’adulto, che fino ad oggi avevano risparmiato i bambini”.

Quanti di loro vengono poi ricoverati?

“Per fortuna in pochi necessitano di ricovero. Nell’80-85% dei casi riusciamo a dimetterli ed affidarli ai pediatri del territorio che li seguono nel loro percorso assistenziale. Nei casi in cui i sintomi sono più importanti siamo costretti ad ospedalizzarli. Generalmente tratteniamo i più piccoli, i lattanti al di sotto dei 6 mesi, con febbre elevata o quelli con problemi respiratori”.

Attualmente quanti sono i bambini Covid ricoverati?

“Visto l’incremento degli accessi e dei ricoveri, siamo stati costretti a raddoppiare i posti letto Covid (da 10 a 20) e, se l’andamento resta questo, a breve verranno aumentati a 30. Al momento i 20 posti sono quasi sempre tutti occupati”.

Dal 16 dicembre l’offerta vaccinale è offerta anche alla fascia d’età 5-11 anni. Quanto è importante vaccinare i bambini in età pediatrica?

“Inizialmente c’è stata una adesione molto scarsa, ma adesso la tendenza, fortunatamente, pare che si sia invertita. Il virus ha iniziato a circolare velocemente anche tra i bambini trovando una popolazione non protetta e vulnerabile. Non dimentichiamo che non sempre il Covid nei bambini è “una passeggiata”, perché li può esporre alla temutissima MIS-C (Sindrome Infiammatoria multisistemica), una complicanza tardiva dell’infezione da Sars-CoV-2 che si può presentarsi anche quando la malattia è stata asintomatica, e può portare anche a conseguenze molto gravi”.

Cosa vuol dire ai genitori che hanno paura di vaccinare i propri figli?

“Comprendo pienamente le ansie e le preoccupazioni dei genitori. Le informazioni che sono circolate sono state, spesso, confuse e si sono moltiplicate le notizie false o fuorvianti. Mi sento di dire, in scienza e coscienza, che non c’è alcun rischio concreto derivante dalla vaccinazione. Sono già stati vaccinati, al mondo, milioni di bambini e gli eventi avversi registrati sono stati pochissimi. Spesso, dopo il vaccino, si presentano i banali sintomi banali quali dolore al braccio, decimi di febbre, spossatezza e rigonfiamento dei linfonodi, ma tutto si risolve in 24 ore. Quindi vaccinate al più presto i bambini. E se vostri piccoli sono in una fascia di età che ancora non può accedere alla vaccinazione, è importante che siate voi a proteggerli, vaccinandovi (se non lo avete ancora fatto)".

A proposito della scuola, cosa pensa dal caos che ha caratterizzato questi ultimi giorni. Il Tar ha accolto il ricorso del governo e sospeso l’ordinanza della Regione Campania, disponendo il rientro tra i banchi di scuola per gli alunni di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Qual è secondo lei la decisione più giusta per tutelare bambini e ragazzi: tornare in DAD o continuare con le lezioni in presenza rispettando le misure anti-Covid?

“La ragione, secondo me, è nel mezzo. Sono fermamente convinto che la DAD sia fortemente nociva per la formazione e l’apprendimento dei bambini. Senza pensare alle mille difficoltà tecniche e tecnologiche che, nelle nostre zone, sono fortemente penalizzanti. Naturalmente, con la ripresa della scuola in presenza, assisteremo ad una inevitabile impennata di contagi, anche all’interno delle stesse classi, che faranno scattare misure restrittive e ritorni in DAD “a singhiozzo”. Ritengo queste interruzioni frequenti e parcellari, delle attività, scolastiche ancora più dannose”.

Cosa pensa della sospensione dal 10 gennaio dei ricoveri programmati con carattere non d’urgenza e del blocco dell’attività ambulatoriale nelle strutture sanitarie pubbliche? Che effetti avrà questa decisione sui piccoli pazienti?

“Per fortuna la Direzione Strategica del Santobono ha deciso di non adottare la sospensione delle attività ordinarie ed ambulatoriali. Questo grazie ad un lavoro straordinario, compiuto dallo staff di Direzione Sanitaria, per creare ed ottimizzare percorsi in tutta sicurezza. Anzi, dirò di più, è in atto un lavoro straordinario di recupero dei tempi di attesa accumulati nel corso dei precedenti blocchi delle attività. Credo che questo sia un ulteriore segnale di un’Azienda che vuole sentirsi vicino ai bisogni dei piccoli pazienti e delle loro famiglie”.

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