Cosa mangiare quando fa freddo: tutti i cibi ed i trucchi giusti per proteggersi dal gelo

Chi di noi non ha mai sentito dire che, in inverno, occorre mangiare piatti più ricchi in calorie che consentano al nostro corpo di riscaldarsi?

Innanzitutto non è necessario avvalerci dei bruschi cali di temperatura per giustificare la nostra golosità e insaziabile ghiottoneria. La lotta contro il freddo richiede di assumere un maggior numero di calorie. Questo luogo comune non è più realmente giustificato nella nostra realtà moderna, in quanto non è necessario introdurre una quantità maggiore di calorie, per contrastare il freddo, quanto più occorre scegliere alimenti e modalità di preparazioni maggiormente idonee ed all’altezza delle condizioni atmosferiche esterne. Basti pensare, come la storia ci insegna, che gli uomini non sono mai stati così tanto armati contro il freddo come lo siamo noi oggi uomini e donne del XXI secolo. La temperatura del nostro corpo si aggira generalmente intorno ai 37 C che tiri vento o che nevichi, che si raggiunga una temperatura tropicale oppure un caldo secco. Si definisce, infatti, termoregolazione la capacità del nostro organismo di mantenere nei limiti della normalità la temperatura interna, qualunque siano le condizioni climatiche esterne. Quando la temperatura esterna si abbassa, dunque fa freddo, il corpo deve produrre calore attraverso un meccanismo noto come termogenesi.

Dunque, come possiamo adeguatamente combattere il freddo:

Vestirsi in modo appropriato, aumentando lo spessore degli indumenti. Una valida soluzione è quello di vestirsi a più strati, due maglioni saranno più caldi di un solo grosso maglione.

Aiutarci con un’adeguata alimentazione è fondamentale per combattere i piccoli mali invernali .

Si consiglia: fare sempre una ricca e salutare colazione

seguire sempre una dieta variata ed equilibrata, senza esagerare con le porzioni e con i grassi

mangiare frutta e verdure per il pieno di vitamina C, utile nelle difese immunitarie

 accompagna lo spuntino con una bevanda calda

Se rimani esposto al freddo intenso per alcuni minuti compariranno i brividi, riflessi messi in atto dall'organismo per permettere di produrre calore.

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I brividi aumentano l'attività muscolare, e contemporaneamente a questo, i vasi si contraggono, inducono cioè vasocostrizione per evitare che questo calore si disperda. Le estremità, per esempio, degli arti sono spesso più fredde del resto del corpo perché il sangue è condotto principalmente agli organi interni. Parallelamente, il metabolismo di noi tutti si attiva per produrre più energia, in altre parole più calore. L'esposizione alle basse temperature stimola la liberazione di un ormone chiamato noradrenalina, che potenzia l'attività metabolica, facendo al tempo stesso aumentare la produzione di calore. In tale contesto, l'organismo cerca di utilizzare in primis le riserve di zuccheri, e solo quando saranno esaurite del tutto le riserve di glucosio verranno intaccati i depositi di grassi. Tale meccanismo viene attivato solo tardivamente, ad esempio in caso di digiuno o di esposizione prolungata al freddo, almeno 6 o 7 ore di fila attraverso un meccanismo chiamato gluconeogenesi che produce energia da fonti non glucidiche.

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