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Martedì, 17 Maggio 2022
Salute

L'acqua ossigenata contro il Coronavirus: lo studio napoletano

Il perossido di idrogeno per pulire il cavo orale potrebbe essere molto utile nel prevenire la diffusione del virus

Un sistema semplice ed efficace per la prevenzione della diffusione dei contagi da Coronavirus basato su un prodotto di largo uso e, soprattutto, a portata di mano in ogni casa: l’acqua ossigenata. Utilizzata per la disinfezione delle mucose dell’orofaringe e del naso, le sue proprietà antisettiche sono ben note alla comunità scientifica. Un pool di ricercatori napoletani propone di incentivarne l’uso nella profilassi anti-Covid-19, come riportato dalla rivista internazionale Infection Control & Hospital Epidemiology della Cambridge University sul numero di aprile di quest’anno.

«Il perossido d’idrogeno, la comune acqua ossigenata, come antisettico del cavo orale, mediante regolari sciacqui della mucosa orale (concentrazione al 3 per cento) almeno tre volte al giorno, e allo 1,5 per cento mediante nebulizzazione delle cavità nasali, e infine l’utilizzo dello iodopovidone allo 0,6 per cento istillato come collirio 2 volte al giorno, possono risultare particolarmente efficaci nella prevenzione dell’infezione generata da quello che è noto come Coronavirus», spiega Antonio Del Prete, docente di Oftalmologia all’Università “Federico II” di Napoli. A redigere lo studio assieme a lui Arturo Armone Caruso, direttore sanitario dell’Aias di Afragola e responsabile dell’Uo di Diagnostica ORL e Citologia nasale; Antonio Ivan Lazzarino, ricercatore presso l’Agency of clinical research and medical statistics di Londra; Lucia Grumetto, docente del dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II; Roberto Capaldi, medico. Da studi sul comportamento del Coronavirus è emerso che questo “staziona” sul muco che ricopre le cellule epiteliali per poi progredire fino a esse e replicarsi. È proprio in questa fase che il virus è più debole e può essere aggredito prima che raggiunga la mucosa tracheale, che, come dimostrato da studi sui macachi, avviene dopo circa due giorni dall’infezione.

«L’efficacia del perossido di idrogeno è da ricondursi non solo alle sue ben documentate proprietà ossidanti e di rimozione meccanica, ma anche grazie all’induzione della risposta immunitaria innata antivirale mediante sovraespressione del TLR3 (Toll Like 3), riducendo pertanto complessivamente la progressione dell’infezione dalle alte alle basse vie respiratorie. L’effettiva azione di tale trattamento potrà essere verificata attraverso trial clinici su un ampio numeri di soggetti mediante una significativa negativizzazione dei tamponi in pazienti positivi al Covid-19 senza e con sintomatologia lieve/moderata, immediatamente dopo la diagnosi conclamata di infezione da Covid-19 e conseguente riduzione del numero di richieste di ospedalizzazione».

Lo studio dei ricercatori è stato patrocinato dal Rotary Club Castel dell’Ovo di Napoli. «Il Rotary è da sempre particolarmente attento alla tematica della salute — afferma Vincenzo Barretta, presidente del Rotary Club Castel dell’Ovo —. Difatti, da oltre quattro decenni il Rotary International è impegnato nella lotta alla poliomielite, attraverso un’importante campagna vaccinale. L’iniziativa che parte da Napoli, dal Rotary club Napoli Castel dell’Ovo, si inserisce in questo solco».

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