Salute

Congiuntivite allergica, l’oculista: “Ne soffre un italiano su quattro”

“Tipica di questo periodo, si manifesta generalmente con prurito agli occhi, ma anche con starnutazione “a salve”, prurito alla punta del naso e in gola, se è associata ad asma”. L’intervista al Prof. Vincenzo Orfeo, Direttore dell'Unità Operativa di Oculistica della Clinica Mediterranea

Prof. Vincenzo Orfeo

Con l’arrivo della Primavera tornano puntuali come un orologio anche le riniti, l’asma e la congiuntivite allergica. Quest’ultima è la manifestazione allergica più comune causata dai pollini di graminacee, di parietaria-ortica e di piante arboree, la cui concentrazione aumenta nell’aria proprio in questo periodo. Ma cosa accade? L’allergene - in questo caso il polline - entra in contatto con la congiuntiva (la mucosa che riveste la superficie interna delle palpebre e la parte anteriore del bulbo oculare) e scatena un processo infiammatorio, una risposta immunitaria anomala ed esagerata, che si manifesta con un’eccessiva lacrimazione, arrossamento e prurito agli occhi, sintomi che possono essere accompagnati da prurito alla punta del naso e in gola, se l’allergia interessa anche la mucosa nasale o bronchiale. Ma come viene trattata la congiuntivite allergica? E quanto è importante la prevenzione? Ne abbiamo parlato con il Prof. Vincenzo Orfeo, Direttore dell'Unità Operativa di Oculistica della Clinica Mediterranea di Napoli e Presidente OPI (Oculisti dell'Ospedalità Privata Italiana).

- Tipica di questo periodo è la congiuntivite allergica stagionale. Ne esistono diverse forme?

“Sì ne esistono diverse forme. Le congiuntiviti allergiche spesso si accompagnano a riniti allergiche, per questo, nella maggior parte dei casi, si parla di rino-congiuntiviti allergiche. Però esistono anche forme che si esprimono da sole, senza il coinvolgimento di altri organi. In questo periodo le congiuntiviti sono generalmente legate alla fioritura delle erbacce di muro, come la parietaria o le graminacee, diffuse soprattutto nei campi. A causare la reazione allergica sono i pollini di queste erbacce che viaggiano con il vento e possono percorrere anche decine di chilometri, per questo è possibile avere manifestazioni allergiche anche se non si ha in casa queste piante”.

- Quanti italiani soffrono di congiuntivite allergica?

“L’allergia, nelle sue varie forme (congiuntivite, rino-congiuntivite, asma, ecc), colpisce 1 italiano su 4. Tra le più diffuse c’è la congiuntivite, associata di frequente ad altri sintomi”.

- Con quali sintomi si manifesta la congiuntivite?

“Tipicamente, la congiuntivite allergica si manifesta con il prurito agli occhi, ma possono comparire anche altri sintomi come la starnutazione “a salve” (crisi di starnuti a ripetizione), prurito alla punta del naso o in gola quando la congiuntivite è associata ad asma”.

- Quali sono le cause?

“La presenza di allergeni nell’aria. In Primavera, come ho detto prima, c’è la fioritura di erbacce (parietaria e graminacee), i pollini viaggiano per decine di chilometri, e le persone stanno per più tempo all’aria aperta. Quando un polline entra in contatto con la congiuntiva, scatena una reazione allergica con la produzione di istamina che provoca arrossamento e prurito. In presenza di prurito, gli occhi non vanno strofinati, altrimenti si gonfiano enormemente e la situazione peggiora. La cosa migliore da fare è prevenire utilizzando gocce di antistaminico (2/3 volte al giorno) prescritte dall’oculista. Un rimedio momentaneo per placare il prurito consiste nel fare impacchi di acqua fredda sugli occhi per decongestionarli (l’acqua fredda crea una vasocostrizione che allevia il prurito)”.

- Come vengono trattate e come si possono prevenire?

“Le forme di congiuntiviti allergiche più lievi vengono trattate con gocce di antistaminico che deve sempre prescrivere l’oculista. Le forme più importanti necessitano, invece, dell’utilizzo di gocce di cortisone, naturalmente, con lo stretto controllo dello specialista”.

- Come distinguerle dalle congiuntiviti bilaterali che possono comparire in caso di positività al Covid-19?

“Sono manifestazioni diverse. Si è visto che il SARS-CoV-2 può utilizzare l’occhio come porta di ingresso nell'organismo, ma il Covid si manifesta raramente con una congiuntivite come sintomo iniziale. E comunque, anche se dovesse manifestarsi con una congiuntivite, si tratterebbe di una monolaterale che solo successivamente diventerebbe bilaterale. Ma la diagnosi è facile perché gli altri sintomi tipici del Covid, come quelli respiratori, compaiono molto rapidamente. Quindi, se si dovesse presentare, in questo periodo, una congiuntivite bilaterale con prurito, è molto probabile che si tratti di una congiuntivite di tipo allergico e non di Covid”.

- Cos’è la Cheratocongiuntivite Vernal e con quali sintomi si manifesta?

“Fino ad ora abbiamo parlato di congiuntiviti relativamente lievi, ma esiste anche una tipologia più severa ma molto meno frequente, presente soprattutto al Sud Italia oppure nei Paesi con climi caldi come quelli dell’Africa. Mi riferisco alla Vernal Congiuntivite: è questa la congiuntivite primaverile vera e propria, molto più seria delle più diffuse congiuntiviti allergiche stagionali, e che migliora poco con le gocce di antistaminico. Questa forma allergica deve essere valutata attentamente dall’oculista e seguita con attenzione, perché solo il cortisone è in grado di ridurre le infiammazioni particolari che si manifestano al limbus (cioè la parte dell’occhio tra la congiuntiva e la cornea)”.

- Quali soggetti colpisce?

“Soprattutto bambini e adolescenti”.

- Quali possono essere le conseguenze della VKC?

“La Vernal Congiuntivite può anche evolvere in una Cheratocongiuntivite, quando l’infiammazione non interessa più solo il limbus ma anche la cornea, sulla quale si formano ulcere a scudo, ovvero mancanze di tessuto legate all’eccessiva reazione infiammatoria scatenata dall’allergia”.

- Come viene trattata?

“Per non prescrivere le gocce di cortisone, che, seppur sotto controllo medico possono provocare effetti collaterali, già da anni si stanno utilizzano alcuni immunomodulanti, immunosoppressori come la ciclosporina che, se usata costantemente, ha lo stesso effetto del cortisonico, riduce, quindi, l’infiammazione legata ai linfociti. Trattandosi di un collirio molto costoso, è stato fatto rientrare recentemente nei farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale, per cui può essere richiesto gratuitamente dagli ospedali pediatrici dietro richiesta di visita oculistica specifica”.

- Spesso gli allergici tendono a trascurare i propri sintomi…

“Sì. Ma è un approccio sbagliatissimo. Chi soffre di allergia non deve trascurare i sintomi ma deve rivolgersi allo specialista competente, a seconda dell’organo colpito, per migliorare la sua condizione. Difficilmente si guarisce da un’allergia, ma questa può migliorare. Oggi esistono tanti trattamenti nuovi che consentono di individuare facilmente l’allergene che scatena i sintomi e trovare il miglior rimedio, come ad esempio i vaccini capaci di ridurre la sensibilizzazione agli allergeni. Il paziente allergico non deve trascurarsi, ma affidarsi a uno specialista che troverà la soluzione migliore per risolvere o comunque ridurre la sintomatologia, e consentirgli di stare meglio”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Congiuntivite allergica, l’oculista: “Ne soffre un italiano su quattro”

NapoliToday è in caricamento